Francesca Lagatta, giornalista in prima linea contro il malaffare. La passione per la professione e l’attenzione verso i più deboli *

Lagatta

* di Omar FALVO 

SAVUTOWEB ha il piacere di incontrare la bravissima Francesca Lagatta (nella foto), giornalista dal talento indiscusso. Diverse sono le inchieste che la vedono protagonista; inchieste su sanità, ‘ndrangheta e su malaffare più in generale. Il coraggio non le manca e con savutoweb abbiamo deciso di dare risalto alla sua attività.

-Dove e come nasce la sua passione per un lavoro così difficile?

Francesca: la passione per questo lavoro nasce da piccola. Sin da giovane, infatti, ero impegnata in prima linea con le associazioni della mia città (Praia a Mare, nda); mi occupavo di comunicati stampa, di tutto quello che mi permetteva di portare avanti la passione per la scrittura e per il giornalismo. Dopo una breve esperienza universitaria ho capito la mia vera passione ed ho deciso di portarla avanti in maniera professionale. Ho iniziato per combattere le ingiustizie.

-La sua è una carriera straordinaria, le sue inchieste fanno tremare i potenti, ci racconti un aneddoto del suo lavoro.

Francesca: gli aneddoti sono ovviamente tanti, voglio raccontarvi quelli che mi hanno lasciato splendide emozioni. Tempo fa, un giovane ragazzo sardo ebbe un arresto cardiaco, i soccorsi arrivarono con estremo ritardo, causando alla persona danni permanenti con forti crisi giornaliere. La mamma del povero malcapitato chiese aiuto, la situazione della famiglia era disperata ed impediva di portare avanti cure adeguate. Decisi di occuparmi della vicenda e il direttore Lucio Giordano di Alganews pubblicò un mio articolo. Il pezzo arrivò direttamente su Rai Due e il clamore fu tanto che una dottoressa partì da Roma alla volta della Sardegna per aiutare la famiglia.

Anche la vicenda di Maurizio Coluccio, un giovane con la sindrome di Cogan (sette casi in tutto il mondo), mi ha coinvolta. Grazie al clamore scaturito dai miei articoli riuscimmo a raccogliere circa 20.000 euro per sostenere Maurizio.

Il 27 dicembre di quattro anni fa vengo a conoscenza di una tragedia che colpì una bambina di tre anni di Praia, un caso di leucemia. Decisi di organizzare due partite del cuore per sostenerla; durante il secondo incontro arrivò la notizia da Roma, direttamente dal padre della piccolina, che era stato trovato un midollo. L’emozione fu tanta e ancora oggi penso tantissimo a questa vicenda.

Infine, non dimenticherò la lettera inviata a Mario Monti sulla condizione dei giovani nella Calabria di oggi. La mia descrizione arrivò direttamente al Ministero e fu pubblicata sul Manifesto  il 12 aprile 2012. Ebbi anche risposte da parte del Ministero. Ho cercato di dar voce a una generazione Calabrese “letteralmente distrutta”.

-Si descriva con un aggettivo.

Francesca: testarda (sorride) … unica nemica di me stessa (sorride).

Cosa le manca?

-Francesca: una querela (sorride). Le mie inchieste sono tantissime, voglio anche raccontarvi la battaglia sull’ospedale di Praia condotta nell’ottobre 2012 con articoli accompagnati da esposti all’Arma dei Carabinieri. Tutto nasce per una mammografia; un servizio che funzionava come le luci dell’albero di Natale: ad intermittenza. La tac era rotta dal maggio precedente e la risonanza (magnetica, nda) acquistata e mai arrivata. Ho portato avanti questa battaglia per la gente normale, per la gente che non ha santi in paradiso. In questo caso le associazioni locali, in particolare ‘Sanità e Vita’ – con l’aiuto della Provincia di Cosenza, comprarono un mammografo idoneo.

-Dove vuole arrivare?

Francesca: ho cominciato questo lavoro per combattere le ingiustizie, il malaffare. Le difficoltà sono tantissime, tante redazioni non vogliono “Cavalli sciolti” non segnalati da amici di amici, io proseguo per la mia strada, con i valori che mi sono stati trasmessi dalla mia famiglia.

-E per il futuro?

Sto preparando un documentario sulla ‘Terra dei Fuochi del tirreno Cosentino’.

Grazie. E buon lavoro.

Data: 01 ottobre 2015.

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