“Siamo abbandonati dalle Istituzioni e dalla Chiesa”. Da Bianchi, in provincia di Cosenza, una storia d’amore e disagi *

* di Gaspare STUMPO

Bianchi e frazioniUNA STORIA d’amore e disagi. Il dramma di una donna rimasta vedova giovanissima con due figli portatori di handicap, la sensibilità di un uomo che decide di dedicarsi a lei e alla sua famiglia accollandosi, in buona parte, le difficoltà di tipo logistico ed economico per far fronte alle necessità di ogni giorno. Una vicenda incredibile, difficile, segnata dall’emigrazione in Svizzera ma inquadrata, da alcuni anni, in quella periferia italiana che coincide purtroppo con la nostra regione. La Calabria degli ultimi, dei servizi e dell’assistenza che non ci sono o che tardano ad arrivare. Francesco Caputo da Longobardi decide di trasferirsi a Bianchi, nell’alto Savuto. Da ex muratore pensa di ristrutturare un vecchio fabbricato di campagna situato in località ‘Palinudo’ – distante qualche chilometro dal centro urbano, per viverci assieme alla compagna originaria di Cerisano ed ai due figli adottivi oggi quarantenni e bisognosi di cure. Oltralpe ha lavorato nel settore dell’edilizia acquisendo competenze e buon gusto che gli permettono di realizzare il restyling e con esso anche un bel giardino intorno alla casa. Uno spazio verde in cui i ragazzi, grazie all’aiuto delle badanti, hanno la possibilità di muoversi o di rilassarsi evitando di restare nel chiuso delle mura domestiche. Ma tutto questo però non basta: serve maggiore accesso ai servizi, serve assistenza; servono soldi perché quelli delle pensioni non sono sufficienti per coprire le spese per i viaggi e i costi legati alle cure. L’uomo si rivolge pertanto al Comune: chiede l’ammodernamento della strada che conduce all’abitazione e l’attenzione dei servizi sociali ma, a quanto riferisce, senza successo per mancanza di fondi. “La strada è un disastro, soprattutto nei giorni di pioggia. E’ dissestata e senza illuminazione. Uno dei figli – spiega – dev’essere trasportato in ambulanza, conseguenza di un grave incidente. Abbiamo chiesto pure assistenza religiosa ma non si è presentato nessuno, neanche le associazioni di volontariato”. Tuttavia le preoccupazioni dell’uomo sono legate al domani. “Questa famiglia chiede aiuto alle istituzioni, un aiuto normale. Si tratta di anziani che si pongono il problema di come sarà il futuro dei figli. Francesco – spiega Damiano Mirabelli – si è fatto carico di una grande missione d’amore. La sua è una famiglia che paga le tasse ma ha necessità di ottenere servizi ed assistenza anche spirituale. Occorre, dunque, il sostegno di Comune e Parrocchia”. Tra gli altri Mirabelli, che si occupa di volontariato e questioni sociali, si rivolge al presidente della Giunta regionale della Calabria, Mario Oliverio, affinché “possa rendersi conto della vicenda di Bianchi e di altre simili, magari nascoste, sul territorio della regione”.

Data: 05 ottobre 2015.

Fonte: ‘Cronache del Garantista. Calabria’.

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