“Una scelta religiosa che si trasforma in missione per la Società” *

*di Gaspare STUMPO

Le suoreUNA SCELTA religiosa che si trasforma in missione per la Società. La vita consacrata non esclude la presenza nella realtà secolare. Nel tempo (e nel mondo) la Chiesa è stata portatrice di speranza e valori, fondatrice o sostenitrice di opere di carità che hanno inciso nella vita delle persone, soprattutto in quelle nate e vissute nelle periferie o nel ventre delle città. Nell’impegno monastico si sono manifestati (e spesso esaltati) atti d’amore verso gli ultimi, i sofferenti, gli emarginati. Un’azione che continua ad esprimersi nei cinque continenti e, nel caso delle suore, per mezzo di oltre settecentomila religiose sparse nelle diocesi delle diverse nazioni. Ciò, nonostante il calo delle vocazioni che in quasi trent’anni ha portato alla soppressione di numerosi monasteri e case di accoglienza. Bianchi, per esempio, non ha mai spezzato il legame con le ‘Figlie di Maria Ausiliatrice’ – un gruppo di monache che dopo molti decenni di ministero ha dovuto lasciare il territorio biancaro. Ebbene, il paese dell’Alto Savuto ha accolto le suore ‘Adoratrici del Santissimo Sacramento’. Un evento salutato con entusiasmo dalla popolazione che d’ora in avanti avrà in Suor Elena, Suor Luisa e Suor Florence (nella foto) un punto di riferimento importante sia dal punto di vista spirituale, sia dal punto di vista sociale ed educativo. “Le donne – ha detto il Papa – sono le prime testimoni della Resurrezione”. Le suore alloggiano presso un immobile di proprietà comunale adibito anche ad oratorio parrocchiale. Nei giorni scorsi sono state salutate nel corso di una cerimonia che si è svolta alla presenza dell’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Francesco Nolè, del sindaco Tommaso Paola e di altre autorità. Tra queste il parroco del luogo, don Serafino Bianco, e la vicaria (suor Cristina) della congregazione di appartenenza delle tre religiose. Una bella occasione di festa per la Comunità locale che lo stesso mons. Nolè ha invitato a “guardare tutto con sapienza”. “Essere sapienti – ha spiegato infatti l’alto prelato – significa vivere, operare, giudicare e progettare secondo la Parola di Dio”.

Data: 21 ottobre 2015.

Fonte: ‘Cronache del Garantista. Calabria’.

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