La Città ha celebrato le vittime della Grande Guerra. Furono novantacinque i morti tra i soldati roglianesi inviati al fronte

Rogliano. 4 novembrets2LA CITTA’ di Rogliano ha ricordato, in concomitanza con la Giornata dell’Unità Nazionale, la tragedia della Grande Guerra, più in particolare ha celebrato le vittime di quello che il Pontefice dell’epoca – Benedetto XV° – ha definito “l’inutile strage”. In cifre, tra i roglianesi inviati al fronte il bilancio ha segnato novantacinque morti, diversi mutilati e ammalati cronici. Un contesto gravissimo che per decenni ha inciso nella vita della Comunità e, soprattutto, di tante famiglie private degli affetti più cari. Un enorme tributo di sangue che ha coinvolto una intera generazione di giovani molti dei quali, purtroppo, non hanno fatto più ritorno alle loro case. “Vogliamo ricordare ciò che è stato riflettendo – ha spiegato il sindaco Giuseppe Gallo – sul significato della pace”. L’iniziativa di ieri, alla quale hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, docenti, studenti e responsabili delle associazioni, si è svolta in quattro momenti diversi: all’interno della Sala consiliare, davanti il monumento ai Caduti (nella foto), presso il Mausoleo che nel cimitero conserva i resti di alcuni soldati roglianesi e nell’auditorium dell’Istituto d’istruzione superiore ‘Guarasci-Marconi’. “Chi ha combattuto – ha detto il professor Eugenio Maria Gallo – lo ha fatto con la speranza di una pace duratura fra i popoli. La guerra, infatti, non è quella che si vede nei film o in televisione. La guerra è morte, sofferenza”. In occasione dei Cento Anni della Grande Guerra (1915-1918), per “celebrare la Memoria e costruire un futuro di pace” l’Amministrazione comunale di Rogliano ha istituito, ricordiamo, un Comitato di intellettuali che ha provveduto a stilare il programma di manifestazioni avviato nel maggio 2015.

Gaspare Stumpo

Data: 11 novembre 2015.

Fonte: ‘Cronache del Garantista. Calabria’.

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