Premio Sila ’49. A Stefano Rodotà il riconoscimento speciale alla carriera. Iniziativa il 20 novembre a Cosenza

Stefano_Rodota (1)Sarà Stefano Rodotà (nella foto) il grande protagonista di questa edizione del Premio Sila ’49. Il Premio Speciale alla carriera è stato assegnato al giurista cosentino che, venerdì 20 novembre alle 18, terrà a Palazzo Arnone una lectio magistralis dal titolo “La vita nella Rete”. Un appuntamento che apre tre giorni di eventi che arrivano a conclusione di un anno di lavoro della giuria. Sabato sera, sempre a Palazzo Arnone alle 18, Paride Leporace conduce infatti la cerimonia di premiazione che vedrà sul palco, oltre all’illustre figlio di Cosenza, Leonardo Colombati con il suo “1960” (Premio Letteratura); Chiara Saraceno con “Il lavoro non basta” (Premio Economia e Società) e Jason Pine con “Napoli sotto traccia” (Premio speciale “Sguardo da lontano”). Altro appuntamento da non perdere, sempre nella suggestiva cornice di Palazzo Arnone, è l’incontro di Chiara Saraceno con il pubblico, coordinato da Ritanna Armeni e previsto per sabato mattina alle 11.

L’edizione di quest’anno si caratterizza per una novità importante: la nascita della collaborazione con l’artista Mimmo Paladino. Pittore, scultore, incisore e uno dei rappresentanti più affermati della Transavanguardia, Mimmo Paladino è l’autore del manifesto del Premio Sila 2015 e ha realizzato il bronzetto che, a partire da questa edizione, sarà consegnato ai vincitori.

Nato nel 1949 a Cosenza, il Premio Sila è uno dei più antichi premi letterari italiani. A presiedere la Giuria della prima edizione fu Leonida Répaci che lavorò alla Costruzione di una giuria di altissimo valore intellettuale: Carlo Levi, Concetto Marchesi, Corrado Alvaro, Luigi Russo. A comporre la giuria del Premio sono oggi Piero Bevilacqua, Francesco Maria Greco, Renato Greco, Romano Luperini, Marta Petrusewicz, Anna Salvo, Emanuele Trevi, Massimo Veltri e il presidente Amedeo Di Maio, ma il Premio Sila coinvolge tutta la città in un complesso e laborioso lavoro di selezione delle opere.

Prima sono stati passati al setaccio tutti i titoli usciti fra il 31 maggio del 2014 e il 1 giugno scorso, poi è iniziato un duro lavoro di confronto che ha impegnato un centinaio di lettori “forti”, fino alla scelta dei libri finalisti e all’intervento della Giuria. Un impegno che ha lo scopo di individuare gli autori che meglio sono riusciti ad interpretare il nostro tempo, a tenere il filo di un ragionamento che è insieme culturale e sociale, con attenzione anche al modo in cui il Mezzogiorno è osservato dagli altri Paesi.

Sono la direttrice del Premio Gemma Cestari e la Società cooperativa Cluster a seguire in tutti i passaggi un percorso che si arricchisce sempre di nuovi tasselli. Dopo la generosa donazione di Paladino Enzo Paolini, presidente della Fondazione, ha annunciato per l’anno prossimo l’inaugurazione di due sedi; la prima a Salita Liceo, nel centro storico di Cosenza, ove sarà allocata la biblioteca donata da Banca Carime con una straordinaria sezione meridionalista, la seconda a Camigliatello, acquisita grazie alla disponibilità della famiglia D’Andrea che sarà intitolata al grande neurochirurgo cosentino Faust D’Andrea e dedicata agli eventi speciali.

Data: 11 novembre 2015.

Fonte: Premio Sila ’49.

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