“Trecchina (Potenza) dove il terremoto dura da un ventennio … e zia Fifina, 93enne, è ancora senza casa” *

za Fifina

*di Francesca LAGATTA

TRECCHINA non è affatto un Comune sperduto della provincia di Potenza, come si diceva in un servizio de Le Iene di pochi giorni fa, ma uno splendido paesino di 2300 abitanti arroccato sull’Appennino lucano. Nei mesi scorsi era balzata agli onori di cronaca dopo che nella scorsa primavera la 93enne Serafina Ferraro (nella foto), conosciuta da tutti come zia Fifina, aveva smosso mari e monti affinché qualcuno ascoltasse la sua richiesta d’aiuto.

Serafina è una ex insegnante che nel 1998 è costretta, come tanti, a lasciare la sua casa segnata irrimediabilmente dalle crepe dovute alle forti scosse di terremoto. Per 7 anni il nulla, poi i lavori di ristrutturazione prendono il via e le famiglie sfrattate tornano a sperare. Ma prima che possa pensare di rientrare in casa propria, passano molti anni. Quasi dieci, per la precisione.

Dopo continui stop e rinvii, nella scorsa primavera sembra che le abitazioni siano pronte per la consegna e zia Finina, attivissima utente facebook, ne dà l’annuncio direttamente dalla sua bacheca. Poi, però, qualcosa va storto e alla donna anziana, salute precaria ma ancora forza da vendere, viene nuovamente impedito di varcare la soglia della sua casa, così come alle altre 4 famiglie che aspettano invano da ben 17 anni.

Il caso, complici gli accorati appelli di zia Fifina, diventa virale. Si crea anche un gruppo facebook “Io sto con zia Fifina” per sostenere la sua causa e poche settimane addietro se ne occupa persino Giulia Golia per il noto programma di inchiesta di Italia Uno. Si cercano responsabilità ed eventuali motivazioni che impediscono il rientro a casa, ma il circo dell’informazione spara notizie confuse e a volte prive di fondamento. Zia Fifina non ha pagato la sua retta, il Comune non ha i soldi per lo stato d’avanzamento, i condomini rinviano le riunioni per questioni private. Tutto falso. Zia Fifina, così come gli altri condomini, è a posto con tutti i pagamenti, il Comune di Trecchina dispone già dell’intera somma da versare alla ditta, e i condomini continuano a rinviare le riunioni perché farne una risulterebbe inutile: manca l’ultimo documento, quello che, con tutta probabilità, continua a ritardare la consegna delle chiavi. Un documento che, volendo, si potrebbe redigere anche in 24 ore.

Quando noi sentiamo il geometra comunale e il sindaco Ludovico Iannotti, e cioè martedì 3 novembre, il documento non esiste ancora. O almeno, nessuno sa della sua esistenza. Entrambi confermano la veridicità delle informazioni in nostro possesso, ma il primo cittadino mostra un po’ di rammarico per il fatto che spesso si sia lasciato intendere che nella questione ci fossero delle responsabilità istituzionali. L’ente, effettivamente, sembra addirittura impaziente di effettuare il bonifico a favore della ditta che ha effettuato i lavori.

Allora chi è che deve procurare e redigere questo pezzo di carta? Chi è che sta prendendo tempo, e soprattutto perché? Le voci che si rincorrono sono molteplici ma lasciano il tempo che trovano. E in fondo non ci si lascia neppure il tempo di indagare a fondo la questione. 48 ore la nostra redazione viene raggiunta da un’inaspettata telefonata: qualcuno ci informa che la direzione dei lavori, azienda estranea all’impresa edile, ha ultimato il documento di variante di assestamento finale, che ora dovrà solo essere inviato al Comune e approvato dalle parti, entro e non oltre 15 giorni, come impone la Legge. In questo modo l’impresa appaltatrice potrà consegnare le fatture presso le casse comunali e riscuotere la parcella finale. Qualcuno dice che il lieto fine potrebbe avvenire già prima di Natale, qualcun altro ci avverte che forse neanche stavolta è quella buona. Spiegandoci anche il perché.

Intanto Zia Fifina, noncurante delle pessimistiche previsioni, non smette di lottare e di sperare. E’ da ieri pomeriggio che, appena saputa la notizia, continua a piangere immaginando come sarà emozionante tornare tra le mura di quella casa che rappresenta i sacrifici di una vita. E ringrazia tutti, proprio tutti, per il sostegno e il calore che in questi mesi le hanno alimento forza, tanta, e coraggio da vendere.

Data: 11 novembre 2015.

Fonte: laspiapress.com

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