Cosenza, stop alle ricerche del “Tesoro di Alarico”. La Soprintendenza: “lavori non autorizzati”. La Provincia: “nessuno scavo archeologico”

alarico fiumeLA LEGGENDA rischia di restare tale. Il progetto relativo al Tesoro di Alarico che aveva suscitato molto scetticismo tra studiosi ed esperti, i quali ritengono che il preziosissimo bottino in possesso del Re dei Goti dopo il Sacco di Roma del 410 dopo Cristo sia un mero mito dato che numerose ricerche fatte da parte di storici, archeologi e perfino dai tedeschi in tempo di guerra hanno avuto esiti infruttuosi, è stata bloccata dalla Soprintendenza ai Beni archeologici della Calabria perché – pare – non erano state richieste da parte del Comune le autorizzazioni necessarie per l’esecuzione dei lavori. In un comunicato della Provincia si precisa però che: “nessuno scavo archeologico e nessuna indagine invasiva sul fiume Crati. I rilievi (nella foto) effettuati sull’alveo del fiume Crati e Busento, nei giorni scorsi, erano, come più volte sottolineato, del tutto non invasivi. Altra cosa erano i lavori di bonifica che la Provincia, già da diversi giorni e con tutte le autorizzazioni, stava effettuando proprio a tutela del fiume e del suo ambiente. La campagna di scavi per Alarico sarà infatti debitamente pianificata, solo in presenza di indizi reali e, naturalmente, non sarà avviata prima di aver richiesto tutte le autorizzazioni necessarie”. Si tratterebbe dunque “di un enorme malinteso – si legge nella nota dell’Ente – da parte di chi ha agito in malafede”. Sulla vicenda sono in corso comunicazioni tra la Soprintendenza e la Provincia allo scopo di chiarire la questione.

Maria Parise

Data: 20 novembre 2015.

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