Una Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne ma i dati sono ancora allarmanti *

*di Maria PARISE

Giornata contro violenza su donneVENTICINQUE  novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. In Italia entra in vigore nel 2013 la legge sul femminicidio. Con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999, l’Onu ha istituito la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Tuttavia poco o nulla è cambiato da allora; le statistiche sul fenomeno sono a dir poco allarmanti. I dati Istat di giugno 2015  rivelano che in Italia 6,788 milioni di donne, tra i 16 ed i 70 anni, hanno subito un qualsiasi tipo di violenza, fisica o sessuale, nel corso della loro vita, praticamente il 31,5% del totale. Nel 2015 inoltre, vi è stato un abbassamento dell’età media delle vittime di violenza e soprattutto di chi la compie. Nonostante i Centri Antiviolenza per i quali sono stanziati ventinovemilioni di euro e le varie istituzioni create per dare sostegno alle donne vittime di violenza, la scarsa informazione induce molte donne a non fare denuncia, che rappresenta il primo passo per riprendere un percorso di vita.

Il reato di stalking, entra in vigore in Italia, con la Legge 119 del 15 ottobre 2013, che ha introdotto all’art. 612 bis del codice penale il reato di “ atti persecutori”, con il quale si vuol far riferimento alle condotte persecutorie e di interferenza nella vita privata di una persona. Perché sussista il reato i comportamenti di minacce o di molestie devono determinare nella persona offesa un “perdurante e grave stato di ansia o di paura”, ovvero un fondato timore per la propria incolumità o per quella di persone a lei vicine, oppure costringerla ad alterare le proprie abitudini di vita. Il legislatore ha inteso disciplinare con la fattispecie tipizzata la libertà morale, intesa come facoltà del soggetto di autodeterminarsi. Infatti, tra i vari effetti che la condotta persecutoria può causare nella vittima, vi è “l’alterazione delle proprie abitudini di vita”, intesa come una particolare ipotesi di violenza privata. Con la normativa il legislatore vuole anche tutelare l’ulteriore bene giuridico dell’incolumità individuale se le minacce provochino il “perdurante e grave stato di ansia o di paura”, che, se inteso quale patologia medicalmente accertabile , comporta la lesione del bene salute che ha una sua rilevanza anche in sede civile. La legge è molto chiara ma poco applicabile in seguito alla mancanza della certezza della pena, che viene chiesta a gran voce dalle vittime. Gli “amori sbagliati” hanno come base comunque sempre sentimenti quali la gelosia e il possesso che i soggetti violenti provano nei confronti delle donne che considerano un oggetto. Per tentare di arginare il fenomeno della violenza domestica bisognerebbe avere una legislazione più intransigente che punisce i trasgressori con pene più rigide e misure precauzionali che metterebbero le vittime in maggiori condizioni di sicurezza. Ma ciò che renderebbe il fenomeno meno diffuso sicuramente sarebbe una rivoluzione culturale, partendo dai giovani ed educandoli al rispetto delle donne .

Data: 26 novembre 2015.

Nella foto: La giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che si è celebrata a Rogliano, in provincia di Cosenza.

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