Donnici (Cosenza). Un convegno sulla vita e l’opera di Fausto Gullo costituente, antifascista e meridionalista

Donnici, convegno tsDALLA PARTE degli “ultimi” – messi ai margini della società, sfruttati e ridotti in miseria dai “signori” che detengono il potere. Erano queste le persone per le quali Fausto Gullo si è battuto; la classe contadina, il popolo che lavora la terra; quella terra a volte aspra e dura ma generosa verso chi la tratta con cura e rispetto. Ed è proprio la grande battaglia di Gullo per i contadini che si è ricordata e riscoperta presso il magnifico “Auditorium delle Vigne – Alessandro Bozzo” di Donnici (Cosenza), grazie agli interventi di Alfredo Gargiulo, fondatore dell’associazione “Insieme a Donnici Inferiore”, Armando Filice e di Katia Massara, docente di Storia Contemporanea all’Università della Calabria. L’incontro (nella foto) condotto magistralmente dalla professoressa Massara ha evidenziato la grande personalità e l’impegno di Gullo, politico e non solo. Fausto Gullo nacque a Catanzaro nel 1887, si laurea in giurisprudenza e svolge la professione di avvocato e l’attività giornalistica; infatti, fonda e dirige “L’operaio”. A Cosenza inizia la sua militanza politica. “Definire Gullo con un unico aggettivo è estremamente riduttivo – afferma la professoressa Massara – fu un antifascista, un padre costituente, un grande meridionalista, uno statista. Di recente è stato pubblicato un volume su Gullo dal titolo “Caro compagno/L’epistolario di Fausto Gullo” – una raccolta di lettere inedite dalla quale emerge non solo la vita privata del politico ma anche le sue idee innovative sulla rivalsa del Mezzogiorno.

Molto attivo politicamente era intenzionato e sorvegliato dall’Ovra, la polizia fascista e fu mandato al confino nel 1926 quando entrarono in vigore le Leggi fascistissime a Nuoro, in Sardegna dove si ammala. Torna alla politica attiva nel 1943; infatti, durante un’asprissima rivolta contadina cosentina allo scopo di rimuovere il prefetto cosentino, unico prefetto fascista ancora in carica, veniva invocato a gran voce dalla folla come nuovo prefetto di Cosenza. Molto stimato dai rappresentanti politici dell’epoca, come Giulio Andreotti, per la sua intransigenza morale e per essere un rappresentante leale dello Stato, promuove una politica innovativa e rivoluzionaria, caratterizzata dalla vicinanza al popolo che attua una nuova idea di Stato, non più lontano e nemico del popolo contadino. Divenuto ministro dell’agricoltura con il Governo Badoglio emanò tra il 1944 e il 1945 una serie di decreti in materia agraria, che prevedevano una serie di provvedimenti in favore dei contadini e dei braccianti agricoli. Caratteristica principale dei decreti era il riconoscimento ai contadini di organizzarsi e aggregarsi in cooperative. Ma a questa grande riforma seguì un insuccesso dovuto a molteplici fattori, tra i quali i decreti emanati dai suoi successori; in particolari quelli emanati da Antonio Segni che svuotarono e resero inattivi i Decreti Gullo. L’idea di fondo dei decreti era la “giustizia sociale” – infatti Gullo riteneva che il potere locale era la causa prima dell’arretratezza del Meridione ma proprio per queste idee innovative venne contrastato e avversato dai partiti di unità nazionale, nonché dalla magistratura che all’epoca era ancora vicina al fascismo, tanto che venne man mano isolato, specie dopo la morte di Togliatti. Riscoprire la figura di Gullo potrebbe far sperare di far ripartire il meridione e la Calabria.

Maria Parise

Breve intervista alla professoressa Massara (di Maria Parise):

– Professoressa Massara, lei ha avuto modo di approfondire la figura di Fausto Gullo, se dovesse definirlo con un solo aggettivo quale sarebbe?
“Impossibile usare un solo aggettivo per definire Gullo; fu un grande statista, un grande riformatore, insomma una grande personalità”.

Lei come definirebbe i “Decreti Gullo”?
“Ritengo che i decreti di Gullo costituiscano un primo vero e proprio tentativo di riforma agraria ma poiché non sono stati applicati, anzi sono stati poi sminuiti dai successori, siano stati in realtà un’occasione mancata”.

-Secondo lei, se la riforma agraria di Fausto Gullo fosse stata applicata in toto, avrebbe avuto effetti positivi anche al giorno d’oggi ?
“Secondo me, si. Ipoteticamente se la riforma fosse stata attuata non avremmo assistito all’abbandono dell’agricoltura e avremmo avuto delle ripercussioni positive anche ai nostri giorni”.

-Grazie e buon lavoro.

Data: 28 novembre 2015.

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