Ferrovie della Calabria tra passato, presente e futuro *

Ferrovie della Calabria 2

di Giovanni PETRONIO *

IL VENTI novembre scorso è una data che si spera possa essere fissata nella memoria di una parte significante di noi calabresi; alle 15, che poi sono diventate le 16, presso la Cittadella della Regione a Germaneto si è tenuta la conferenza stampa per presentare vox populi lo studio di fattibilità per il la ristrutturazione e velocizzazione della tratta ferroviaria Catanzaro-Cosenza, al cospetto del presidente della Regione Oliverio, del Direttore delle Ferrovie della Calabria Lo Feudo e dall’Assessore con delega alle Infrastrutture, il prof. Musmanno. Questa linea ferrata, a differenza di quello che alcuni conterranei pensano, esiste già (tra gli Anni 20’ e 30’ fu aperta), anche se dal 2009 è parzialmente chiusa nel tratto Soveria Mannelli-Rogliano e servita da pullman sostitutivi. L’idea proposta in Regione è assolutamente straordinaria e condivisibile, tanto da apparire come una “fatica” quasi faraonica, storica e utopica allo stesso tempo! Il punto centrale è quello di rendere le due Città un’unica e florida area urbana, percorribile da 50 a 70 minuti! Ben venga tutto questo, ben venga congiungere l’Unical, quindi poi Cosenza con Catanzaro e conseguentemente con il polo in via di sviluppo (sic!) di Germaneto! Nel frattempo, prima di vedere e di utilizzare tale tratta, è necessario, oltre che riguardoso per quel bacino d’utenza di 500 mila persone, che si giunga ad una serie di correttivi, primo fra tutti al ripristino e miglioramento di un trasporto decente che, consenta sia ai pendolari che ai viaggiatori non abitudinari di raggiungere da Decollatura o Soveria Mannelli, (ma potremmo aggiungere da San Pietro Apostolo, Bianchi, Scigliano ecc…), Cosenza nel minor tempo possibile. Le persone residenti nell’area in questione sono attualmente escluse, o quasi, da siffatto privilegio; esistono delle corse sostitutive su gomma, cui accennavo sopra, che in tempi biblici partendo da Soveria Mannelli raggiungono Rogliano. Questo servizio non utilizza la super strada e poi l’autostrada ma, la vecchia e antica strada di Carlo V° che, passando per dirupi e valli a precipizio, in 90-100 minuti raggiunge Rogliano; da là prendendo il treno si giunge a Cosenza in altri 35-40 minuti, inoltre se si vuole raggiungere l’Unical da Piazza Matteotti a Cosenza si impiegheranno altri 20-30 minuti.

Questi spostamenti sono una vera e propria odissea per gli sfortunati viaggiatori, e chi scrive fino qualche tempo fa ha conosciuto bene tale situazione; per ricapitolare, un viaggio Soveria Mannelli a l’Unical può durare fino a tre ore, sei col ritorno! Questo è inaccettabile! Non è vero come è stato detto durante la conferenza stampa che non c’è utenza; è vero altresì che, vista la situazione, i viaggiatori hanno preferito trovare altre soluzioni, forse più costose ma più comode, utilizzare la macchina propria oppure direttamente trasferirsi a Cosenza. Questo è il caso di alcune famiglie di Bianchi, che secondo alcune testimonianze raccolte, sono state costrette a fare armi e bagagli e abbandonare il paesino, perché non più agevolmente collegato. Questo ha portato a un vero e proprio spopolamento, (non solo di Bianchi), sociale e culturale, impoverendo ulteriormente di risorse i paesi nell’entroterra! Un discorso importante poi deve essere fatto anche per la tratta attualmente aperta tra Soveria Mannelli e Catanzaro che ben messa non è! Solo da alcuni giorni sono stati messi a disposizione dei viaggiatori treni semi nuovi, comperati da altre regioni! Quindi come intervenire? Bisognerebbe ricollocare le risorse esistenti, garantendo per esempio che il pullman che la mattina parte alle 6 e 18 da Soveria Mannelli, che permette il congiungimento con il diretto a Colosimi per Cosenza delle 6 e 50, possa passare anche da Decollatura, e così pure al ritorno, alle 15! Inoltre è auspicabile che venga collegata anche la nuova corsa sperimentale che sta riscuotendo un crescente numero d’utenza, (essa parte dall’autostazione di Cosenza alle 18e10 e congiunge Colosimi), alle 19, che possa cioè essere messa in comunicazione con un altro pullman da Colosimi verso Soveria e Decollatura! Inoltre è necessario ripensare e razionalizzare i vari pullman che da Cosenza viaggiano verso Catanzaro, e viceversa, alcuni dei quali con un’utenza non elevata! Certamente è opportuno ricordare quanto, la Calabro-Lucana abbia portato beneficio alla maggioranza dei paesi della presila catanzarese e cosentina; alcuni dei quali storicamente e geograficamente collocati mali, “salvati” proprio dal passaggio della littorina!

Coltivare la memoria è doveroso, infatti, va ricordato come nell’agosto del 1943, sia prima che dopo i cruenti bombardamenti di quell’estate, Catanzaro venne completamente sfollata e abbandonata. Un apporto fondamentale per far sgomberare la Città fu dato proprio dalla ferrovia della Calabro-Lucana che, con il suo capostazione Vincenzo Crea garantì eroicamente il servizio e diresse tutto sotto le bombe. Decine di trasporti da Catanzaro Città portarono migliaia di disperati verso le aree limitrofe della provincia. Stessa cosa avvenne per Cosenza, gli sfollati furono trasportati verso le zone più periferiche anche grazie all’ausilio della ferrovia! Vennero anche ricavati alcuni ricoveri in prossimità delle gallerie, sia a Catanzaro che a Cosenza, dove la gente poté rifugiarsi durante la pioggia di bombe. La Ferrovia della Calabro Lucana funzionò per tutta la durata del conflitto; passavano pochi treni sempre stracolmi di persone, alcune delle quali aggrappati sui tetti delle vetture! Riporto qui la testimonianza di un signore di Catanzaro che fu sfollato a Decollatura: “Prendemmo il treno della Calabro, che già conoscevamo, perché molto spesso io e mio fratello tutto luglio e agosto di ogni anno andavamo dallo zio… Prendere il treno fu un’odissea, la gente era in ogni luogo; entrammo miracolosamente e rimanemmo tutti attaccati l’uno all’altro. Il viaggio durò tutta una mattina, o forse di più… perché più volte ci fermammo all’interno di alcune gallerie, a causa dei bombardamenti, come a quella di Gimigliano, devo ringraziare per sempre Dio che mi ha dato la possibilità di salvarmi, grazie alla littorina!”. Non ci sono altre parole da aggiungere alla testimonianza che mi ha rilasciato questo signore a Catanzaro. Spesso, quando gli aerei bombardavano, le “littorine” si rifugiavano nelle numerose gallerie e lì si proteggevano, rimanendoci per ore e ore. Inserisco qui la trascrizione integrale della lettera che la Cassa di Risparmio di Calabria, con sede a Cosenza, il 23 agosto del 1943, mandò al Prefetto di Cosenza. L’ente affermava che: “Alcune nostre impiegate sfollate in diversi Comuni serviti dalle Ferrovie Calabro Lucane (Spezzano Sila, Celico, Casole, Rogliano ecc) non hanno potuto riprendere il servizio perché non lo hanno loro consentito i RR. CC. I quali hanno fatto presente di avere avuto istruzioni di non far viaggiare le donne per qualsiasi motivo. Preghiamo l’Eccellenza Vostra di volere intervenire presso il comando dei RR. CC. Affinché alle nostre impiegate, munite di nostro documento di riconoscimento, sia consentito viaggiare per raggiungere giornalmente gli uffici di questa Direzione Generale in Cosenza” ***, con firma del Presidente.

Quindi è evidente di come la ferrovia fu un pilastro fondamentale, non solo per quegli anni ma, anche in seguito per tutto il 900’, consentendo lo sviluppo socio-culturale di una vasta aerea; la Calabro-Lucana riuscì a riprendersi anche dopo la più grave sciagura ferroviaria italiana, quella della Fiumarella a Catanzaro, quando cioè a causa di un presunto errore umano il 23 dicembre del 1961, il vagone attaccato alla motrice si staccò, precipitando da un viadotto alto 40 metri, portando alla morte 71 persone, 31 delle quali solo di Decollatura, che perse tutta una generazione di giovani. Una tragedia mai dimenticata dalla comunità decollaturese, cui è dedicato un mausoleo monumentale nel cimitero del Paese. L’augurio è quello di sperare che la ferrovia, nel giro di poco tempo, possa tornare ad essere quel pilastro fondamentale di sviluppo cui parlavo prima.

*** Notizia riscontrabile nei faldoni del Gabinetto di Prefettura alla busta 85, presso l’Archivio di Stato di Cosenza.

* Dottore in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, Università della Calabria.

Data: 28 novembre 2015.

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com