Luca De Filippo, tra teatro e impegno sociale. Un ricordo del grande artista scomparso *

luca de fulippo

*di Maria PARISE

MAESTRO del teatro, eccezionale interprete della più illustre tradizione teatrale napoletana; in poche parole un grande artista. Era tutto questo e non solo Luca De Filippo (nella foto, d alla Rete), figlio dello straordinario Eduardo e dell’attrice e cantante torinese Thea Prandi. Era sposato con Carolina Rosi, figlia del regista Francesco Rosi, con la quale aveva condiviso anche tante esperienze teatrali. Comincia a respirare l’odore del palcoscenico da bambino debuttando a soli sette anni, con l’interpretazione di Peppiniello, come era tradizione di famiglia, in “Miseria e nobiltà” di Eduardo Scarpetta, diretto dal padre anche se il suo vero debutto avvenne a vent’anni nella commedia “Il figlio di Pulcinella” di Eduardo con la regia di Gennaro Magliulo, con lo pseudonimo di Luca Della Porta. Il suo ultimo spettacolo risale all’ottobre scorso, all’Augusteo di Napoli, con la commedia paterna “Non ti pago”, con la quale riscosse un enorme successo. Già molto provato dal tumore fulminante che lo ha colpito e ucciso in brevissimo tempo, continuò a recitare fronteggiando la malattia con assoluta dedizione al proprio lavoro. Quella dedizione e quel rispetto che gli aveva insegnato Eduardo. Quando si pensa a Luca De Filippo è inevitabile pensare anche ad Eduardo, maestro del teatro napoletano; i due artisti erano inscindibilmente legati tra loro non solo da vincoli di sangue ma anche artistici; infatti Luca porta in scena il teatro di Eduardo, interpretando anche quei ruoli che erano stati del padre, quei ruoli che Eduardo si era cucito addosso dato che era autore non solo regista delle sue commedie, ma Luca pur interpretando gli stessi ruoli del padre li rinnovava, dando loro delle caratteristiche diverse rispetto ai personaggi eduardiani. Ed è proprio grazie a questa sua capacità rendeva unico ogni suo spettacolo. Per Luca De Filippo, come anche per Eduardo, il suo lavoro era una vera e propria missione e pur non essendo facile uscire dall’ombra del padre ha dimostrato di essere non solo il figlio del grande Eduardo ma anche di avere delle alte capacità proprie che lo hanno reso un grande artista. Infatti, nel 1981, fonda una sua propria compagnia teatrale con la quale porta in scena le commedie del padre ma anche di altri artisti tra i quali: Molière, Scarpetta, Pirandello.

Luca, era non solo impegnato nel teatro ma anche nel sociale. Dal 2008 era presidente della Fondazione Eduardo De Filippo, nata in seguito alla donazione del teatro San Ferdinando alla città di Napoli da parte della famiglia De Filippo e che persegue finalità culturali ed è attiva in ambito civile e sociale a favore di ragazzi a rischio per i quali Luca si impegna, come già suo padre, promotore della legge regionale n.41 del 1987, nota come “Legge Eduardo”. Molte le iniziative che ricordano il grande artista scomparso: dall’omaggio degli artigiani di San Gregorio Armeno che hanno fatto una statuina raffigurante l’artista per il presepe all’omaggio di Alessandro Siani che ha dedicato alla memoria di Luca De Filippo il premio “Biglietto d’oro” vinto alle “Giornate professionali di Sorrento”. Luca De Filippo sarebbe dovuto andare in scena al teatro Rendano di Cosenza , con la commedia “Miseria e nobiltà” di Eduardo Scarpetta , il sette e l’otto dicembre prossimi ma lo spettacolo sarà portato in scena dal cugino Luigi De Filippo. Luca De Filippo ha lasciato una grande lezione a noi tutti ; ci ha sollecitati a guardarci intorno e a “vedere” , negli altri e in noi stessi, ciò che era nascosto o che noi non volevamo vedere. Questo è il compito dei grandi attori; quando gli domandavano perché tutti amavano Eduardo, Luca rispondeva : “Forse perché ha il coraggio di dire e di far vedere come stanno le cose”.

Data: 04 dicembre 2015.

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com