“Na cosa semplice”. Interviste a Danilo Amato ed Enzo Merenda *

Danilo Amato

*di Maria PARISE

– Danilo Amato, come nasce questo progetto?

“Il progetto nasce da un’idea della professoressa Sicilia, docente di Storia, all’Università della Calabria e trae spunto dalla tesi sulla grammatica storica del dialetto belsitese del professore Raffaele Ortale. Inizialmente pensato come un cortometraggio diventa piano,piano un lungometraggio”.

-Qual è il messaggio che vuole trasmettere attraverso il suo film?
“Il messaggio che voglio trasmettere attraverso il film è quello della mia idea di ritornare ad “ un’età incontaminata” fatta di cose semplici e autentiche”.

-Il personaggio del piccolo Giovanni è autobiografico?
“Si. Il personaggio del piccolo Giovanni è modellato su di me ed è autobiografico”.

-Il ruolo della donna in passato era molto più ridimensionato rispetto ad adesso, la famiglia era di tipo patriarcale. Dal suo film emerge un ruolo preminente della figura della donna; infatti alla morte della madre la famiglia Madei si disgrega; qual è secondo lei il ruolo della donna all’interno della famiglia?
“Si pensava specie in passato che fosse l’uomo a portare avanti la famiglia ma secondo me era ed è la donna la colonna portante della famiglia”.

-Secondo lei, cosa si dovrebbe fare per evitare che le tradizioni e il dialetto vengano perdute e dimenticate dalle generazioni future?
“Il ricordo è ciò che permetterà di non dimenticare le antiche tradizioni”

Enzo Merenda-Enzo Merenda è uno degli interpreti del film Enzo Merenda, da attore teatrale a attore cinematografico: quali diversità trova tra la recitazione teatrale e quella cinematografica? E stato difficile interpretare il suo personaggio?
“No, non è stato difficile interpretare questo ruolo. Recitare in teatro non è uguale a recitare in un film, soprattutto perché la recitazione a teatro viene fatta dal vivo , nel film invece se una scena non è buona si può rifare, quindi è solo una questione tecnica.

-Condivide le idee del personaggio che ha interpretato sull’importanza della conoscenza delle antiche tradizioni e del dialetto?
“Si, condivido pienamente le idee del mio personaggio. Non bisogna dimenticare il dialetto”.

Grazie e buon lavoro.

Data: 16 dicembre 2015.

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