Pietro de Silva, una carriera lunga quaranta anni con un forte amore per il teatro e per la fiction *

Foto Pietro de Silva

*di Omar FALVO

PIETRO de Silva (nella foto) è un grande attore di teatro, cinema e fiction. La sua è una carriera ricca di successi e di ruoli importanti. I suoi lavori sono frutto di una grande tecnica e preparazione artistica. Diversi sono stati i ruoli importanti da lui interpretati nel corso della sua carriera. Di forte rilievo la partecipazione nel film : “La Vita è bella” di Benigni e il ruolo del commissario Boris Giuliano nella fiction “Il Capo dei Capi”. Conosciamolo meglio.

-Televisione, cinema, teatro, Pietro de Silva è ovunque: dove e come nasce la sua passione per questo lavoro?

Pietro: “diciamo verso i dodici anni, quando facevo il boy scout mi facevano interpretare piccoli brani tratti dalle commedie di Eduardo de Filippo. Poi, contemporaneamente, facevo brevi film in superotto comici (un formato cinematografico in pellicola) prodotti da mio fratello, gli antesignani degli odierni cortometraggi. Quindi, a diciannove anni mi riprese la smania di fare teatro e casualmente trovai un inserzione su un giornale dell’epoca (era il 1974), nel quale si ricercavano attori per una compagnia teatrale. Mi presentai e fui subito scritturato per un piccolo ruolo di un dramma meraviglioso scritto da Peter Weiss dal titolo MARAT SADE nel quale interpretavo il ruolo di un pazzo. Si narra che all’interno del manicomio Charenton, il marchese de Sade, ivi rinchiuso durante l’epoca Napoleonica, decide di allestire una rappresentazione teatrale sull’assassinio di Jean-Paul Marat. Gli attori sono i pazienti del manicomio che, con il permesso del direttore F. Simonet de Coulmier, si dispongono a mettere in scena il dramma. Un capolavoro assoluto. Da lì in poi, ci sono stati 40 anni consecutivi di teatro e cinema”.

-Tanti sono stati i ruoli da lei interpretati, uno in particolare le è rimasto nel cuore?

Pietro: “più di uno (orride). In Cinema il ruolo di Rocco ,un cinico tossicodipendente, nel film di Alessandro Piva dal titolo HENRY. Poi ovviamente, la partecipazione nel film “LA VITA E’ BELLA” di Benigni nel ruolo di Bartolomeo. Poi Alfredo, l’amico chirurgo di Castellitto in “NON TI MUOVERE”. Curzio Sandali, nel capolavoro di Marco Bellocchio “L’ORA DI RELIGIONE”. In teatro Agostino nella stupenda commedia di Daniele Falleri “IL MARITO DI MIO FIGLIO” e Vladimiro in “ASPETTANDO GODOT” per la regia di Boccaccini. In televisione, il ruolo del commissario Boris Giuliano ne: “IL CAPO DEI CAPI”.

-Si descriva con un aggettivo.

Pietro: “Temerario”.

-Desideri non esauditi?

Pietro: “miliardi ( sorride). Uno per tutti, quello di buttarmi da 4500 metri di quota, cosa che mi figlio ha fatto e che avevo anch’io una voglia matta di fare. Però non ho trovato mai il coraggio di farlo”. (sorride)

-E per il futuro?

Pietro: “non so cosa farò fra 5 minuti…figuriamoci il futuro. Diciamo che mi faccio spontaneamente travolgere dagli eventi. Sono un fatalista, quello che deve accadere accadrà”. (sorride)

Grazie.

Data: 18 dicembre 2015.

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