Muore pochi giorni prima di aver compiuto 100 anni. Parenti, la storia di Salvatore Fuoco, un uomo amato da tutti

Salvatore FuocoAVREBBE compiuto cento anni il 20 gennaio 2016 ma il suo cuore non ha retto e prima di Natale ha lasciato questo mondo, in maniera discreta, com’era vissuto, nell’assoluta semplicità. Se ne andato così, per un improvviso malessere di stagione, alla vigilia di un importante traguardo esistenziale, ultimo atto di una vicenda umana segnata dalle condizioni aspre del lavoro contadino e dall’affetto per le persone care. Salvatore Fuoco (nella foto) era nato a Parenti in una famiglia di dieci figli, in un periodo storico difficilissimo, in piena Grande Guerra, quando agli orrori del conflitto bellico si sommava la fatica dovuta alla vita nei campi. Un uomo buono, stimato perché probo e prodigo verso gli altri. Giovanissimo, aveva intrapreso il mestiere di conducente di buoi nell’area rurale compresa tra le frazioni Guglielmo e Bocca di Piazza. Chiamato alle armi durante la Seconda Guerra Mondiale, era tornato a piedi dal fronte balcanico: dalle montagne della Croazia a quelle della Sila con la paura di essere scoperto ma con la voglia di riprendere gli affetti e gli impegni di sempre dopo la sofferenza e gli stenti patiti sul fronte. Agli inizi degli Anni Cinquanta, con la riforma agraria operata dal Governo De Gasperi, Salvatore Fuoco si era stabilito sull’altopiano Silano per usufruire dei benefici di legge e contribuire allo sviluppo della sua zona. Seppur relativamente, infatti, l’istituzione della Cassa del Mezzogiorno aveva portato un po’ di benessere tra le famiglie e nuove infrastrutture sul territorio. ‘Zu Sarvature è stato un uomo forte. Alla tempra del carattere faceva coincidere una grande sensibilità d’animo che esprimeva verso i congiunti ma soprattutto verso i bambini ai quali, spesso, raccontava fatti e aneddoti del passato. Vedovo da diversi anni, viveva circondato dall’amore delle due figlie, dei quattro nipoti e degli otto pronipoti. Pochi acciacchi senili e un’unica medicina: la passione nel continuare a lavorare la terra, sistemare la legna, fare lunghe passeggiate, accudire i cani di quartiere. Due bestioline, quest’ultime, che lo hanno accompagnato nel suo ultimo viaggio, da Bocca di Piazza al Cimitero, seguendo il corteo di auto che dalla frazione montana, dopo svariati chilometri, ha raggiunto il centro di Parenti. Una storia che ha commosso l’intera Comunità del Savuto.

Gaspare Stumpo

Data: 04 gennaio 2016.

Fonte: ‘Cronache del Garantista. Calabria’.

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