Cosenza per le unioni civili: è ora di svegliarsi *

unioni civili

*di Maria Simona GABRIELE

NELLE scorse ore molte piazze italiane (Roma, Milano ed altre) si sono riempite di persone che hanno sentito il bisogno di urlare i propri diritti. «E’ ora di svegliarsi». Anche a Cosenza si è tenuta un’interessante manifestazione (nella foto) con diversi interventi su uno dei temi più delicati che negli ultimi tempi sembra essere nel centro di polemiche, che porta a quella necessità di dover far passare per “normalità” ciò che per molti appare come “diversità”. L’Italia, infatti, resta l’ultimo dei ventotto paesi dell’Unione Europea ad essere privo di una disciplina sulle unione civili, un aspetto che sembra spaventare una parte di questa nazione, che riesce ancora ad accettare questa idea di famiglia che si allontana dalla tradizione. Gran parte di questa influenza deriva proprio dalla religione cristiana, che non appare ancora pronta di fronte invece ad una società che si proietta sempre di più verso l’apertura mentale, allontanando quel bisogno di nascondersi o rinnegare che da sempre ha caratterizzato le coppie gay/lesbo, vivendo nella paura di essere giudicati. Il pregiudizio è difficile da abbattere ma non impossibile, cosi la pensa anche Mario Grande, consigliere dell’ Arcigay di Cosenza: “oggi – ha detto -come in altre novanta piazze siamo qui per celebrare l’uguaglianza attraverso un flash mob che ha previsto il ticchettio di orologi e di sveglie, per dire alla nostra nazione che è appunto l’ora di destarsi e di esprimersi sulle unioni civili”. Questo accade in più piazze perché il ventotto gennaio si deve raggiungere in senato un accordo, e ottenere il quorum di 161 senatori , necessario per l’approvazione del del decreto legge. Il messaggio di Mario è stato molto chiaro e dimostra una totale e giustificata disapprovazione nei riguardi di chi ancora discrimina – “non possiamo essere considerati cittadini di serie B” – tutti hanno gli stessi doveri e diritti, diamo l’immagine di un paese civile e in realtà siamo bloccati in una serie di falsi stereotipi che ci rendono agli occhi dell’Europa un “paese antico e poco moderno” – senza alcuna regolamentazione per le coppie omosessuali.

Data: 25 gennaio 2016.

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