Antonio De Rose, l’uomo della libertà. Un convegno a Donnici per ricordare la figura del grande artista cosentino

de rose1CHE PROFUMO ha la libertà? Che spazio occupa? Il suo è sicuramente un fresco profumo da respirare a pieni polmoni e il suo spazio è infinito paragonabile a sterminate e infinite distese di aperti campi, inondati da verdi prati e rosseggianti papaveri che si stagnano tra le rigogliose spighe di grano, bagnati dal sole dove ci si può abbandonare nell’illusione che tutto sia infinito e sconfinato e senza tempo. Cosa c’è di più bello al mondo? Una domanda a cui dare infinite risposte ma che in realtà ne ha una sola: la libertà. Ecco cosa c’è di più bello al mondo! Non esiste nulla di più bello. E Antonio De Rose (nelle foto) lo sapeva bene, lui che della libertà faceva il suo stile di vita. Che credeva nella libertà e la difendeva a tutti costi, contro tutto e tutti. Per parlare esaustivamente di Antonio De Rose ci vorrebbero fiumi di inchiostro. La sua è stata una vita molto ricca di interessi. Personalità poliedrica, impegnato in molti campi del sapere dall’arte alla poesia, dalla politica alla musica; De Rose con ingegno e originalità eccelle in tutto ciò che fa, rendendo qualsiasi sua opera unica ed inimitabile. In un incontro tenutosi presso l’ “Auditorium delle Vigne-Alessandro Bozzo” di Donnici (Cs), lo scorso 30 dicembre 2015, si è ripercorsa la vita e l’opera di questo straordinario uomo attraverso i suoi dipinti, le sue poesie, la sua musica e il suo impegno sociale e politico. All’incontro, presentato da Armando Filice, presidente dell’Associazione Culturale Donnicese, che ha delineato attraverso il suo intervento la figura di De Rose definendolo “Un donnicese dalla personalità complessa, un genio dalle capacità molteplici” – sono intervenuti varie personalità che hanno conosciuto sia direttamente che indirettamente De Rose; Nicola Olivito che ha tratteggiato la biografia di De Rose, Giovanni D’Ippolito e Domenico Liguori che hanno parlato dell’impegno civile e politico di De Rose, la poetessa Lucia Longo e Mario Verta che si sono occupati della produzione artistica di De Rose rispettivamente delle poesie e della pittura. Inoltre sono stati presentati anche alcuni brani musicali, con la fisarmonica di Paolo Presta che, grazie al suo tocco vellutato, fa si che i tasti della fisarmonica si fondano perfettamente con l’armonia musicale dando vita ad un’esibizione molto emozionante e le chitarre dei “Suonatori Libertari Calabresi’ che con i loro canti popolari in vernacolo calabrese fanno rivivere le storie antiche della tradizione popolare. Molti i quadri esposti all’incontro, tra i quali: “Acqua nell’acqua” – “Cancellazione” – “La libertà di Francesco” – ” Far parlare” , “Punto luce da un interno marino”. “Un donnicese con poliedriche passioni, non comune; un esempio di rara onestà intellettuale”; è cosi che lo definisce Nicola Olivito, presentandone il profilo biologico. Una vita quella di De Rose molto ricca di impegni e di passioni, caratterizzata da un’intensa attività artistica e politica, ottenendo molti riconoscimenti e premi “un vulcano di iniziative” – dice ancora Olivito. Molto profondo il legame con la famiglia d’origine e con la compagna, Cristina Desideri, che lo ha seguito in ogni fase del suo percorso artistico e di vita. Muore nel 2013 a 59 anni, a causa di un male incurabile. Svolge molti lavori; lavora in forestale e anche in fabbrica ma è molto attivo in politica e nel sociale. Aderisce al movimento anarchico cosentino e partecipa a molte manifestazioni, tra le quali la manifestazione contro la cementificazione nella presila nel 1989 e il famoso campeggio nazionale contro i cacciabombardieri F16 che lo costrinse ad una “vita gitana” per molti giorni a Crotone. Inoltre partecipa anche a vari convegni tra i quali un famosissimo convegno all’Unical al quale seguì un comizio. Aderisce al gruppo anarchico cosentino “I Malatesta” e nell’estate del 1984 nasce il gruppo anarchico “Bandiera nera”. Diventa anche redattore del periodico “Umanità Nova”. È un uomo che difende le sue idee, una persona non ovvia, non omologata, non convenzionale. Un uomo che è riuscito a vivere la sua vita e a non farsi vivere con una forza d’animo non comune; un uomo che ha vissuto da uomo libero, in poche parole “un grande idealista”. Questa sua unicità si ritrova anche nella sua immensa produzione artistica, sia nei suoi scritti che nelle sue sculture e quadri. Numerose le sue raccolte di poesia e numerose le sue partecipazioni a varie rassegne artistiche ,mostre, premi e concorsi letterari,ottenendo numerosi riconoscimenti. Nel 2013 la giuria del Concorso di poesia “Astrolabio”(Pisa) gli ha conferito un Premio alla Memoria per la lirica “Riflessioni” e sempre nel 2013 la lirica “Passo d’autore” tratta dall’antologia “Nessuno è salvo” pubblicata dall’Associazione Culturale Mimesis di Gaeta (Latina) è arrivata in finale con la motivazione, scritta dal Presidente Nicola Maggiarra, in un passo si legge: “Ha un che di aristocratico, nella più felice accezione del termine, la sobria eleganza dei versi del De Rose. Una raffinatezza, si direbbe, senza sforzo, che anzi è dono dell’animo, con metafore originali e di grande presa”. Nel 2015 l’Associazione Culturale Mimesis di Gaeta gli ha intitolato la targa per il vincitore della sezione inedita, il poeta Pasquale Balestriere. Durante l’incontro sono state lette molte poesie di Antonio De Rose da: Giulia e Silvia Vitelli, nipoti di De Rose, Lucia Longo e Fiorella De Rose, sorella dell’artista, molte delle quali vinsero prestigiosi premi come ad esempio la poesia “Atti” vincitrice del Premio internazionale “Torre pendente” (Pisa) nel 2007. È in tutto che si ritrova la sua “voglia di libertà” sia nella sua vita privata, che artistica e pubblica; De Rose è l’uomo della libertà sempre gridata a gran voce e vissuta in toto.

Maria PARISE

Data: 27 gennaio 2016.

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