Donnici (Cosenza), presentato il libro Scintilla AT20 il buio dell’AIDS la scoperta di Arnaldo Caruso

Rosalba Baldino 1QUANDO si cammina nel buio, in quel buio tanto oscuro e tenebroso si è soli; soli nella notte della vita, in quella notte così profondamente vuota. Una notte in cui non si sente nessun seppure flebile suono né si vede un’esile fiamma di una candela a dare luce. E cosi si cammina a tentoni, cercando di trovare un appiglio sicuro per non cadere e inciampare in sé stessi e nelle proprie debolezze. È allora, quando tutto è perduto, quando non sembra esserci nessuna certezza né via di uscita, quando si tocca il fondo, quell’abisso profondo e oscuro, che non resta altro da fare se non risalire cercando di respirare e di trovare la luce; quella luce che occhi abituati all’oscurità delle tenebre fanno faticosamente restano aperti, poiché non conoscono più luce e chiarore ma seppur lentamente, riescono ad abituarsi alla luminosità e a riconoscerla. Ecco cos’è la molecola AT20, scoperta dal dottor Arnaldo Caruso, un barlume di speranza per chi affetto da AIDS è condannato a vivere la notte buia della vita ma che nell’oscurità intravede un barlume di luce in questa scoperta scientifica. Si è parlato dell’ importantissima ricerca scientifica del dottor Caruso nel corso della presentazione del libro della giornalista e scrittrice di successo Rosalba Baldino, tenutasi presso l’Auditorium delle Vigne-Alessandro Bozzo di Donnici. L’evento è stato promosso dall’Associazione Culturale Donnicese, presieduta dal dottor Armando Filice e organizzato dal vicepresidente dell’associazione Giuseppe Beltrano, in collaborazione con: Azione Cattolica, Centro Anziani, Circolo Acli-Fiego e Associazione Teatrale Donnicinscena.

All’evento (nelle foto) sono intervenute anche la dottoressa Miriam Nicoletti, che ha parlato del tema attraverso i dati statistici e Antonella Alighieri che ha affrontato la tematica sotto il profilo “umano” – mettendo in risalto la persona prima che il malato. Inoltre sono stati letti (da Marcella Esposito, Francesco Beltrano, Idalisa Fiorino, Maria Francesca Olivito e Francesco De Marco) alcuni racconti tratti dal libro di Rosalba Baldino. Attraverso la lettura di queste storie si comprende chiaramente il dramma che vive una persona affetta da questo “male oscuro”; ogni storia racchiude in sé tutta la sofferenza di questa terribile malattia e fa riflettere molto sui rischi che si corrono nel sottovalutarla.

Di questa malattia, scoperta negli Anni ’80, al giorno d’oggi se ne parla poco o niente; anche se recentemente, è balzata agli onori della cronaca la storia di Valentino, giovane trentenne affetto da Hiv, arrestato e accusato di aver contagiato volontariamente diverse ragazze ignare della malattia di cui era affetto, sedotte e costrette ad avere rapporti non protetti con lui. “I malati macchiati da questa malattia non dovrebbero fare parte del consorzio umano” dice il presidente Armando Filice – “è cosi che sono viste le persone affette da AIDS, ma in realtà è una malattia più curabile di prima e i malati non andrebbero assolutamente abbandonati”. In effetti si tende molto ad emarginare le persone affette da questa malattia, ponendole ai margini della società e considerandole una sorta di “untori” di manzoniana memoria. Invece si dovrebbe porre in risalto la persona come sottolineato da Antonella Alighieri, nel corso dell’evento, quindi vedere il malato con occhi “umani”. “Si vede come una cosa di cui non si può parlare, si tende a sottovalutare la malattia, invece bisogna parlarne” – dice Alighieri – “prima di tutto la persona che ha il diritto di essere rispettata e inserita in una società, dove li facciamo sentire utili e non rifiutati”. Secondo Antonella Alighieri bisogna quindi aprire un “dialogo” tra il malato e la società affinchè esso non venga isolato e ghettizzato costringendolo a vivere in una situazione di emarginazione e soprattutto di non essere più considerato persona. Il male non è sconfitto ma è importante conoscerlo e valutarlo per evitare altri “morti viventi”; dando infatti un’occhiata alle statistiche i dati che emergono sono a dir poco allarmanti. La dottoressa Miriam Nicoletti, infatti, attraverso le statistiche ha evidenziato un incremento di diagnosi di Hiv molto preoccupante e i casi di contagio per via sessuale sono in aumento nella fascia giovanile. Ad essere colpiti sono prevalentemente gli uomini mentre si registra una diminuzione dei casi per le donne, si fanno pochi test e esiste molta disinformazione riguardo questa malattia, “serve un’informazione più incisiva” – dice la dottoressa Nicoletti – “per evitare ulteriori rischi”.

Attraverso un videomessaggio che è stato proiettato nel corso dell’incontro, il prof. Arnaldo Caruso ha spiegato i fondamenti della sua ricerca scientifica che ha portato alla sperimentazione di un vaccino denominato AT20. Si tratta di un vaccino terapeutico anti-AIDS, in grado di dare una nuova risposta immunitaria su un organismo già affetto dal virus, in grado di bloccare la malattia.

Nel libro di Rosalba Baldino “Scintilla AT20 il buio dell’AIDS la scoperta di Arnaldo Caruso”  la giornalista e scrittrice affronta il tema dell’AIDS attraverso le storie dei malati che lei stessa ha conosciuto. “Il libro è come un viaggio che ci porta dove non osiamo immaginare” – dice la Baldino. La giornalista calabrese ha seguito personalmente le storie che vengono narrate attraverso le pagine del suo libro, storie di uomini e donne vittime della terribile malattia che porta alla morte dopo atroci sofferenze. Non si tratta di un testo scientifico ma di un testo che racconta la vita dei malati e le loro storie, un libro da leggere per capire la sofferenza ed essere consapevoli che di questa malattia si deve parlare e non nascondere sotto il velo dei pregiudizi , in fondo ognuno di noi è una potenziale vittima. A volte noi esseri umani , sentiamo che il male è fuori da noi. È come se guardassimo fuori dalla finestra un temporale limitandoci solo ad assistere come spettatori inermi alla furia della natura, forti del fatto che ci sentiamo sicuri e protetti nelle nostre case; cosi ci appare il male come qualcosa fuori da noi, qualcosa che non ci può colpire e restiamo inermi davanti ad esso invece di agire cercando di fare qualcosa per poterlo eliminare.

Maria PARISE

Data: 24 febbraio 2016.

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com