Al via #cineforum, iniziativa mensile promossa dai Giovani Democratici di Santo Stefano di Rogliano

cineforum giovani democraticiLA STORIA dell’uomo è caratterizzata da una serie di avvenimenti che lo hanno portato verso il progresso e l’evoluzione. Un avvenimento che ha caratterizzato sin dalla preistoria gli eventi umani è sicuramente il fenomeno dell’immigrazione. I motivi per cui le persone si trasferiscono in luoghi diversi dai propri paesi di origine sono innumerevoli: dalla preistorica ricerca di cibo e di un posto accogliente per vivere a motivi religiosi, politici ed economici. Se si riflette su queste tematiche diventa evidente che sono in passato come adesso i motivi che spingono i popoli a spostarsi in un luogo diverso da quello originario, dato che una persona per vivere ha bisogno di stabilità economica e lavoro. Il popolamento di alcuni paesi del mondo si deve in gran parte al fenomeno immigratorio; infatti, molti paesi extraeuropei ricchi di risorse naturali hanno incoraggiato la migrazione di alcuni popoli. Ma a favorire il fenomeno contribuiscono i molti teatri di guerra presenti in vari paesi del mondo che hanno portato a ribellioni, rivoluzioni e terrorismo. È la sete di libertà e la voglia di vivere che diventa ancora più preponderante quando si ha negli occhi la morte, con il suo odore di sangue, appiccicoso e difficile da lavare via, specie quando è il sangue di piccole creature innocenti che non hanno alcuna colpa e che sono vittime della crudeltà terribile di cui sono capaci gli uomini. E quando si ha sete bisogna dissetarsi, ed è cosi che si cerca una fonte di vita, una fonte dalla quale abbeverarsi e questa fonte è rappresentata da un viaggio, un lungo viaggio verso una terra lontana, ma più ospitale dove vivere una vita dignitosa e tranquilla.

Del fenomeno dell’immigrazione che ha raggiunto livelli allarmanti si è parlato durante un cineforum promosso dai Giovani Democratici di Santo Stefano di Rogliano. L’evento presentato dalla neo segretaria Vanessa Russo si è svolto nel salone consiliare. Durante l’evento è stato proiettato un documentario dei registi Andrea Segre, Riccardo Biadene e Dagmawi Yimer dal titolo “Come un uomo sulla terra” e un film del 2011 di Chris Weitz “Per una vita migliore” – che trattano entrambi il tema dell’immigrazione. Un tema attualissimo che ogni giorno porta con sé nuove morti e che ha trasformato il Mediterraneo in una tomba a cielo aperto nei cui abissi giacciono cadaveri di uomini, donne e bambini che fuggono dalla violenza sperando di trovare la terra promessa; preferendo sfidare la morte piuttosto che rimanere nei loro paesi martoriati dalle guerre per respirare la libertà. Alcuni riescono a farcela e a salvarsi tra le braccia degli “angeli” che li accolgono sulle coste, aiutandoli a sbarcare da imbarcazioni vecchie e fatiscenti e dando loro cibo, coperte e speranza in un futuro migliore. Questi cineforum non raccontano storie di fantascienza ma sono storie vere – dice la segretaria Vanessa Russo. E’ per questo che abbiamo voluto iniziare da un documentario per parlare sul fenomeno dell’immigrazione”.

Dopo la proiezione del documentario è stato presentato il film “Per una vita migliore” – il cui protagonista, un giardiniere immigrato messicano alla ricerca di una vita migliore per il figlio, che deve far i conti con i pregiudizi della gente e delle istituzioni. Alle proiezioni è seguito un dibattito sul tema durante il quale ci si è soffermati sulla politica nazionale ed europea riguardo ai diritti degli immigrati e la chiusura delle frontiere e sui problemi che si riscontrano nei Centri di prima accoglienza. “Il flusso migratorio è sempre stato presente – spiega ancora Vanessa Russo – sono cambiati i popoli che stanno immigrando per varie ragioni ma ci troviamo in un circolo della storia che si ripete”. Particolare attenzione è stata data al fenomeno dell’immigrazione in Calabria. Basta dare una occhiata alle statistiche per accorgersi che la nostra è una terra “martorizzata” da un punto di vista emigratorio ed immigratorio. Nel 2010 dal Mezzogiorno si sono allontanate centotrentaquattromila persone per cercare lavoro al Nord o all’Estero, anche se l’immigrazione è maggiore rispetto all’emigrazione. A partire dagli Anni ’90 la posizione del Mezzogiorno diventa strategica. “Il Mezzogiorno diventa una porta di accesso privilegiata per i flussi migratori e luogo di transito verso mete più ambite – fa sapere Vanessa Russo. Nel Mezzogiorno risulta anche una forma di ruralizzazione dell’occupazione degli immigrati come conseguenza della crisi finanziaria che dal 2008 è presente sul nostro Paese; infatti gli immigrati che avevano un lavoro regolare al Nord si spostano verso il Sud, dove una giornata occasionale, mal pagata o il più delle volte in nero, diventa concreta. Il problema centrale – aggiunge Russo – è in una risposta istituzionale non adeguata in termine di politiche di accoglienza e quindi ci dobbiamo concentrare innanzitutto su noi stessi, quindi cambiare noi stessi ed eliminare le barriere che abbiamo nella nostra mente, che sono presenti in ognuno di noi e far si che non si chiudano quelle frontiere che l’Europa sta chiudendo e bisogna concentrare i discorsi sia nostri che appellarci alla Regione di orientarsi su tre linee guida fondamentali: l’accoglienza e l’inclusione dei richiedenti asilo, l’inclusione sociale per gli immigrati residenti e l’inclusione urbana e l’emergenza abitativa. Questo deve essere associato ad un controllo sostanziale dei fondi che vengono versati e alle associazioni e alle cooperative per adibire centri di accoglienza oppure sostegno a questi immigrati; infatti, molte volte abbiamo assistito ai fondi che vengono sperperati”.

Nel suo intervento Vanessa Russo spiega che bisogna considerare gli immigrati come lavoratori onesti che pagano le tasse esattamente come gli italiani e non porli ai margini della società. “Spesso – sottolinea – siamo influenzati anche dalle notizie del telegiornale che ci bombardano col dire che c’è un ‘invasione di immigrati, però bisogna cercare di equilibrare questi numeri dicendo che dare dei diritti agli immigrati non toglie nulla a noi. Se andiamo a considerare che il PIL (Prodotto Interno Lordo) viene anche prodotto dagli immigrati che ci aiutano nell’economia e in altre cose, anche perché molti di loro sono residenti legalmente qui in Italia e sono onesti e pagano le tasse. Inoltre, anche se l’Italia è il primo Paese di accoglienza in quanto gli sbarchi sono maggiori sulla nostra costa, l’Europa in quanto Europa deve farsi carico di queste persone e non deve scaricare tutti i costi all’Italia, anche perché molti immigrati restano in Italia proprio perché non possono andare oltre e non perché vogliono rimanere effettivamente in Italia.” La segretaria termina il suo intervento dicendo ci saranno altri cineforum che tratteranno varie tematiche e che l’obiettivo degli incontri non è la mera visione di film ma occasione di confronto per dare delle risposte ai vari problemi coinvolgendo anche i giovani su tematiche che riguardano tutti. “Come Giovani Democratici – conclude Vanessa Russo – riteniamo che abbiamo bisogno di fare questo tentativo di coinvolgere e di testare la curiosità dei giovani su tematiche che ci riguardano che molto spesso vengono etichettate come qualcosa di indifferente. Il problema immigrati esiste, non perché il problema da parte loro, il problema è trovare delle politiche sociali ed economiche che possano andare a contrastare questo fenomeno; ci sarà sempre la questione degli immigrati ed è giusto che ci sia perché ognuno di noi ha la possibilità di lasciare il territorio in cui vive per trovare un mondo migliore”.

Maria PARISE

Data: 05 marzo 2016.

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