Tansi: “ridare lustro al comparto di Protezione Civile calabrese e riportare il volontariato alle nobili origini” *

Carlo Tansi foto (1)

  • *di Omar FALVO

DA QUALCHE mese è il dirigente della Protezione Civile Regionale Calabrese; uomo attento, preciso e preparato, Carlo Tansi (nella foto) è tutto questo. Geologo dalle mille capacità è sempre in prima linea per fronteggiare le calamità naturali che colpiscono il nostro territorio. Uomo dalla mille risorse, il dirigente Tansi crede fortemente nel volontariato e da tempo combatte per cacciare le “mele marce” dal comparto e riportare il volontariato alle nobili origini. Esperto per il primo intervento nelle fasi emergenziali durante le calamità, diverse sono le sue pubblicazioni sull’argomento. Conosciamolo meglio con questa intervista.

-Lei dirige un delle realtà più sane della nostra regione, tanti uomini e volontari che con spirito di sacrificio lavorano per il territorio, cosa la spinge nel portare avanti questo lavoro?

Ci sono molte realtà sane che gratuitamente e giornalmente si impegnano, in passato tali realtà troppe volte sono state nelle mani di chi ha utilizzato questi uomini in maniera impropria e per i propri interessi. Già il mio predecessore ha iniziato un processo di riorganizzazione; io voglio riportare il volontariato alle “nobili origini” e ridare lustro a tutti questi ragazzi che giornalmente si impegnano.

-Spesso la nostra regione subisce danni per la forza della natura, ma anche per l’incapacità di alcuni dirigenti, con i suoi uomini avrà effettuato centinaia di interventi, ne ricorda uno particolarmente?

Ricordo con emozione la frana di Cavallerizzo del 2005, una frana lenta, lunga, un immenso movimento di terra. Ricordo con tristezza le persone che vedevano portarsi via una vita di lavoro e i risparmi. Ricordo anche l’alluvione nella Locride, un vero esempio di organizzazione e di primo intervento. All’epoca tutti i sindaci (a prescindere dal colore politico) si erano uniti per fronteggiare la calamità. Questo episodio per me ha superato l’esempio Giappone, se in Giappone per costruire un’autostrada bastano 15 giorni, in Calabria in soli 12 giorni si era ricostruito un territorio. Questo dimostra che se i calabresi si uniscono (esempio Locride) riescono a fare grandi cose e anche a superare il modello Giappone.

-E per il futuro?

Come Protezione Civile voglio cacciare tutte le “mele marce” che ci sono. In queste ore ho presentato una denuncia alle autorità giudiziaria. La denuncia riguarda la gestione riguardante il post-alluvione di Vibo Valentia e alcuni eventi che hanno colpito alcuni comuni della nostra regione per la gestione impropria dei fondi destinati all’emergenza.

-La ringrazio e le auguro buon lavoro.

Data: 05 marzo 2016.

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