Venessa Russo (Giovani Democratici): “più informazione sul fenomeno della immigrazione” *

Giovani Democratici santo stefano di r. tsIntervista alla segreteria dei Giovani Democratici di Santo Stefano di Rogliano, Vanessa Russo, al termine del cineforum (nella foto) sul tema della immigrazione.

*di Maria PARISE

-Segretaria Russo, quali sono le sue idee personali riguardo al tema dell’immigrazione?

“Credo che noi giovani dobbiamo uscire da questa campana di vetro che ci siamo creati e pensare che i problemi  esistano solo quando vanno ad intaccare il nostro equilibrio  e il nostro territorio. Bisogna  cercare di interrogarci su ciò che succede proprio perché ci riguarda già prima che il problema arrivi ad inficiare con le nostre vite e su questo gioca un particolare ruolo la politica, quella politica che molte volte viene vista da noi giovani come una malattia infettiva dalla quale stare alla larga e molto spesso evitiamo anche questi incontri di cineforum proprio perché questi ci spronano a pensare, a dare la nostra riflessione  su un argomento che siamo abituati soltanto a sentirlo dire in televisione  oppure a criticarlo mentre noi dobbiamo cercare di crescere, di formarci, di informarci per poter cercare di limitare i danni e di dare delle informazioni esatte e di non crescere soltanto con delle informazioni esterne che molte volte ci vengono date in modo da essere influenzati. Il problema immigrati esiste, non è possibile contrastarlo, non è possibile pensare che possa essere superato attraverso un cineforum ma attraverso questo cineforum vogliamo fare appello a tutte le associazioni, alla Regione (Calabria, nda) che si occupa e che tiene a cuore questo problema di cercare effettivamente di migliorare le cose e di fare degli immigrati non un difetto ma una virtù per la crescita del nostro Paese”.

-Secondo lei, cosa dovrebbero fare l’Italia e l’Europa per cercare di far fronte al fenomeno dell’immigrazione?

“Io penso che debbano ideare un progetto comune. Se stiamo parlando di Europa dobbiamo parlarne nel bene e nel male; sia quando ci sono le difficoltà che quando ci sono i pregi e i risultati positivi da prendersene. Quindi occorre che l’Italia porti la sua voce in Europa continuando a ribadire il fatto che l’Europa deve agire da Europa nel senso che deve avviare una politica  espansiva comune che si faccia carico di questo problema”.

-E le istituzioni locali? Cosa dovrebbero fare per fronteggiare il problema dell’immigrazione?

“E’ inutile negare che ci sono problemi nei Comuni che riguardano la mancanza di fondi, quindi è impossibile ricercare delle risposte negli enti locali. Quello che possono fare sicuramente è quello di dare maggiore controllo alle associazioni e alle cooperative che si adoperano per accogliere gli immigrati e far si che questi fondi che la Regione e il Governo danno siano effettivamente utilizzati per queste particolari tematiche”.

-Lei è d’accordo con l’accoglienza indiscriminata verso tutti coloro che entrano clandestinamente nel nostro Paese, oppure ritiene  che si dovrebbero accogliere solo coloro che hanno realmente diritti di essere ospitati, come i profughi di guerra? Lei è d’accordo con l’introduzione del reato di clandestinità?

“E’ emerso dalla discussione che un’ammenda sul reato di clandestinità non risolverà il problema, dal momento che chi fugge preferisce il rischio di avere una possibilità invece di morire senza averci provato. E’ giusto che si debbano intensificare i controlli non solo per proteggere noi, ma soprattutto per garantire loro una vita davvero migliore, dignitosa. Questo ovviamente è difficile farlo se i centri sono minori rispetto al numero, se le condizioni igienico-sanitarie non sono consone”.

-Durante l’evento è stato proiettato un documentario basato su testimonianze di immigrati, qual è quella che l’ha colpita di più?

“Il protagonista di questo documentario che raccoglie queste testimonianze, quando dice che voleva studiare giurisprudenza ma non è stato possibile, dal momento che i governi non sopportano questa cosa ed è fuggito, però se qualcuno gli domanda di che etnia è lui risponde di essere etiope e subito dopo dice: “io sono un uomo, ed è questo quello che dobbiamo metterci in testa, che siamo tutti uomini. Questa è quella che mi ha colpita di più”.

-Quali sono i progetti per il futuro dei Giovani Democratici di Santo Stefano?

“Molteplici sono i lavori messi in campo. Tutti dati dalla nostra curiosità e dalla nostra voglia di formare e di formarci come persone che siano persone consapevoli consapevolmente persone politiche. I temi variano dalla questione ambientale e dal dar voce ai diritti, come ad esempio il diritto alla sanità, il diritto allo studio; dar voce all’economia e al lavoro trattando i diritti dei lavoratori e cercando di pubblicizzare al massimo i bandi sia regionali sia nazionali in tempi brevi; facendo delle iniziative ad esempio sulla sicurezza del lavoro; trattando il tema del turismo in Calabria, questa nostra regione che molte volte noi calabresi non valorizziamo per le ricchezze che ha. E quindi cercare un modo di rete anche  coinvolgendo altri circoli  per trovare il modo di valorizzare la nostra Calabria. Inoltre, pensiamo che siano importanti la formazione e la cultura, soprattutto per una giovanile è importante conoscere le figure che hanno collaborato al progresso democratico. Abbiamo già parlato della figura di Berlinguer, che è il modello che stiamo prendendo in considerazione molte volte. Ci sono anche molte altre personalità, anche calabresi, come è emerso dal Congresso regionale che si è tenuto lo scorso 28 febbraio, che  hanno combattuto per far valere e far sentire la propria voce.”

-Grazie e buon lavoro.

Data: 05 marzo 2016.

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