“Viaggiando a vapore con i treni speciali di Ferrovie della Calabria” *

Locomotivats

*di Roberto TROIANO

NEL NOSTRO girovagare, piacevolmente e “rigorosamente in treno” – è senz’altro immancabile una tappa in una meta speciale, la Calabria. Il comprensorio della provincia di Cosenza offre uno dei paesaggi più spontanei dell’Italia del Sud e ospita tra l’altro il Parco Nazionale della Sila e altre aree di interesse naturalistico (come la Riserva naturale “I Giganti della Sila” e la Riserva naturale “Tasso di Camigliatello”). In una terra ricca di tradizioni e di peculiarità culturali, dal cibo, alla lingua, all’arte, all’archeologia, si inserisce anche una storia inusuale, nota non solo agli amanti della materia, ma anche a tanti curiosi e viaggiatori. Ed è una storia che parla di treni, della mitica ferrovia “Calabro – Lucana” – un binario a scartamento ridotto che attraversa le terre più interne dell’Appennino calabro.

Ci sono molti avvenimenti che ricordano la ferrovia da queste parti: basti pensare che nel 1987 Cosenza aveva in attività le ultime locomotive a vapore delle Ferrovie dello Stato, in servizio sulla linea a cremagliera per Paola. Nell’entroterra silano, l’avventura ferroviaria ebbe inizio alla fine dell’800. La Calabria, ancora in quest’epoca, costituiva una fonte sicura di approvvigionamento delle materie prime, inizialmente per il Regno delle Due Sicilie e in seguito per il Regno D’Italia. Gli stabilimenti siderurgici della Real Ferriera di Mongiana, ad esempio, situate più a sud (oggi in provincia di Vibo Valentia), fornivano il materiale ferroso per l’industria civile e militare, e produssero anche i binari delle prime ferrovie italiane. La Sila con le sue ricchezze forestali forniva il legname, una produzione che è proseguita in maniera massiccia fino agli anni ’70. Cosicché una ferrovia risultava di grande necessità per il trasporto delle merci, anche a livello locale, e per attenuare l’isolamento secolare dell’entroterra calabro, fiorente di luoghi di culto e di monasteri inaccessibili (che avevano preservato la lingua e l’eredità greca durante il medioevo ).

Il primo tratto della ferrovia che attraversa la Sila, fu inaugurato nel 1897, a scartamento ordinario, in previsione di una sua prosecuzione verso la costa tirrenica. Ma la vera svolta si ebbe all’inizio del ‘900 quando la Società Strade Ferrate del Mediterraneo  diede il via ad un vasto piano di investimento nel Centro e nel Sud Italia. Si intendeva realizzare una rete ferroviaria economica e transregionale che partendo da Bari raggiungesse la Basilicata e la Calabria. Rapidamente si arrivò a disegnare un asse ferroviario tra Cosenza e Catanzaro, due centri che non avevano collegamenti diretti, passando per le località più popolate (molti paesi delle due province di Cosenza e di Catanzaro contavano più abitanti all’inizio del 1900, rispetto ad oggi, a causa del fenomeno dell’emigrazione).

Negli anni tra il 1916 e il 1956 la ferrovia fu aperta progressivamente, con una diramazione da Pedace a Camigliatello e a S. Giovanni in Fiore (oggi all’interno del Parco della Sila), lungo la quale i binari superano i 1400m di quota.

E quindi,una felice opportunità, quella di esplorare la Calabria interna, con quale mezzo migliore di un treno a vapore?

Spesso il connubio tra territorio e ferrovia è un risultato di armonia, sia per chi ama osservare i paesaggi, sia per chi ama ricercare l’espressione autentica dei luoghi. Proprio per le sue caratteristiche di sostenibilità e di rispetto del territorio, in molti casi, le ferrovie secondarie contribuiscono a preservare aree destinate all’abbandono, al degrado ambientale o alla speculazione

L’Associazione Ferrovie in Calabria, guidata dal mitico presidente Roberto Galati è impegnata da anni nella salvaguardia delle realtà più belle della Calabria, tra cui il treno, ed è una sostenitrice convinta del valore del Trasporto Pubblico. Dal 2014 sono stati promossi numerosi treni speciali che hanno portato centinaia di turisti a scoprire le peculiarità della ferrovia, della Sila e dei suoi borghi medievali.

In attesa di un futuro più proficuo, gli obiettivi e le proposte in discussione puntano alla trasformazione della diramazione Pedace – S. Giovanni in Fiore in ferrovia turistica (che è la tratta più interessante e scenografica, tra l’altro fino al 2008 le ferrovie gestivano in autonomia un servizio speciale con treni a vapore di grande richiamo turistico). L’ultimo evento dell’Associazione Ferrovie in Calabria è stato in occasione della IX Giornata Nazionale delle Ferrovie “non” Dimenticate del 6 marzo 2016: il treno (Brutia Express per l’occasione) ha raggiunto Rogliano (prov. Cosenza) con la partecipazione di oltre 100 viaggiatori e numerosi visitatori italiani e anche esteri.

Per le iniziative, gli eventi e per le notizie più aggiornate si consiglia la lettura del ricchissimo sito dell’Associazione Ferrovie in Calabria; nata dall’idea di ragazzi viaggiatori della ferrovia jonica essa è presente con i propri associati e collaboratori in tutta Italia e promuove iniziative per la salvaguardia delle ferrovie minori a sostegno di associazioni a livello nazionale.

Pensando alle vicende che legano la Calabria alla politica locale, da anni si discute di rilancio turistico, di rilancio del trasporto pubblico locale, etc. ma spesso con scarsa convinzione. Le Ferrovie della Calabria (FC), attuale gestore della ferrovia a scartamento ridotto, si trovano annualmente a sopperire carenze economiche e strutturali che non consentono un lavoro proficuo in questa direzione. Tuttavia fa da contraltare il grande spirito d’iniziativa dei ferrovieri, delle maestranze, e di chi, per lavoro, sui binari ci vive tutti i giorni e rende possibile la realizzazione dei treni a vapore (ad esempio le officine garantiscono l’operatività dei treni storici, la manutenzione, la formazione del personale di condotta, etc.).

Attualmente la diramazione per S. Giovanni in Fiore è sospesa: a fine 2010 una frana ha causato la chiusura dell’ultimo tratto in esercizio. Da Cosenza a Catanzaro c’è una interruzione di 31 km, causata sempre da frane (si è verificato il crollo di un ponte), che ha comportato la divisione della linea in due tronchi: Catanzaro – Soveria Mannelli e Cosenza – Marzi, i treni circolano solo in queste due sezioni mentre un servizio sostitutivo copre l’intero percorso. Non si conoscono ancora le tempistiche per il ripristino.

Data: 15 marzo 2016.

Fonte: viaggiandoavapore.

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