I dodici Comuni della provincia di Cosenza che vantano il titolo di “Città”. Ci sono anche Rogliano e Scigliano *

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*di Gaspare STUMPO

LE COMUNITÀ’ di Rende e Mendicino hanno ufficializzato (e festeggiato), nei giorni scorsi, l’attribuzione – ai rispettivi Comuni – del titolo di “Città”. L’iniziativa è avvenuta nella Prefettura del Capoluogo Bruzio alla presenza dei sindaci Marcello Manna e Antonio Palermo ai quali il Prefetto Gianfranco Tomao ha consegnato gli atti di conferimento a firma del Capo dello Stato.

Nell’attuale ordinamento sugli Enti locali, infatti, il titolo di “Città” può essere concesso con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministero dell’Interno e riguarda Comuni (italiani) particolarmente importanti per storia, arte e tradizioni. Un titolo, dunque, che viene attributo al termine di uno specifico iter burocratico.

In Calabria sono diversi i Comuni che possono fregiarsi del titolo di Città, tredici si trovano in provincia di Cosenza: Paola (1496), Castrovillari (1535), Scigliano (1636), Rogliano (1745), Amantea (1973), Bisignano (1994), Corigliano Calabro (1997), Rossano (1998), Acri (2001), Laino Borgo (2008), Rende (2016) e Mendicino (2016). La Città di Cosenza gode di questo titolo “ab immemorabili”.

A proposito di “Città” in un interessante articolo a firma di Lorenzo Coscarella – pubblicato sul settimanale ‘Parola di Vita’ – ampio spazio è stato dedicato alla microstoria legata ai Comuni della nostra regione insigniti di tale riconoscimento. Tra di essi, appunto, figurano Rogliano e Scigliano, due Centri della Valle del Savuto che hanno consegnato alla Storia contesti, monumenti e personaggi particolarmente importanti. “Rogliano ricevette il titolo di Città nel 1745 da parte di Carlo III° di Spagna con dispaccio del 3 giugno di quell’anno. Secondo varie fonti – scrive Coscarella – godrebbe di questo titolo anche Scigliano su concessione del Re Filippo IV° intorno al 1636. Dopo l’Unità d’Italia la concessione del titolo venne affidata al Re e regolata con apposite leggi, passando poi tra i compiti del Presidente della Repubblica fino ai nostri tempi (…)”.

Data: 22 marzo 2016.

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