Mendicino, rappresentati il Processo a Gesù e La Passione. Evento promosso Circolo “Pandosia” e dal Gruppo “Juovi Santu”.

passione mendicino 2IN UN GIORNO in cui le tenebre avvolsero la terra e la violenza e la malvagità dell’uomo prevalsero, un uomo trasformò l’odio in amore e nel suo dolore quello sguardo di pace, quella pace che è in grado di dare solo l’amore. La morte non è da temere per chi segue l’amore di Dio; la morte diventa principio di una vita eterna accanto a Dio. Gesù condannato a morte e caricato di una croce pesante da portare sulle spalle prende il mondo dei nostri peccati su di sé; per questo fine discese sulla terra. E un prodigio si compì, il figlio di Dio vinse la morte e risuscitò a nuova vita, non la vita terrena, vista come una vita temporanea ma vita eterna, la vita che aspetta colui che ha fede in Dio. La luce di Cristo risorto dia nuova speranza a chi non ne ha più e possa far trionfare la gioia e la pace nei cuori.

Il Processo a Gesù e la sua Passione sono stati rappresentati a Mendicino. L’evento si è svolto il 19 e il 20 marzo (Domenica delle Palme).

L’evento (nelle foto) è stato proposto dal Circolo di Cultura “Pandosia” e dal Gruppo “Juovi Santu”. L’iniziativa si svolge secondo un antico rito paesano che affonda le sue radici nel Medioevo, il cui ricordo, tramandato verbalmente, risale al 1800. Il rito consiste nel Processo a Gesù e nella Via Crucis che attraversa le strade e stradine del centro storico di Mendicino; in particolare, il processo si è svolto in piazza Duomo e la Via Crucis da piazza Municipio fino alla collina di rione “Castello” dove è stata rappresentata la Crocifissione. Oltre cento i figuranti impegnati compresi i recitanti tra i quali Ciccio De Rose, Alessio Panfili, Pino Toteda, Simone Gallo, Annamaria De Santis, Dino Reda, Ignazio Filice, Roberto Ianni, Luciano De Cicco, Domenico Luciani, Raffaele Zicarelli, Mike Gaudio,Paolo De Salvo, Cinzia Bastone, Livia Caputo, Valeria Comite, Mariarosa Gaudo, Rita De Cicco, Francesca Villella, Maria La Carbonara, Francesca De Cicco, Sabrina Catavero, Annamaria Toteda, Giorgia Montemirro, Domenico Santelli, Antonio Gaudio, i cantanti dei “Mitieri” (Sofia Greco, Renato Formoso, Gianluca Rubino, Ilenia Iovino, Katia Greco, Sabrina Rubino, Luigi Pepe, Valeria Greco), gli angeli (Domenico Gaudio e Francesco Aloe) e, nella figura del “Pinnune” Pietro Toteda. Le maestranze sono rappresentate da Luigi Rubino a capo delle riprese fotografiche Francesco La Carbonara ed a quelle video Francesco Pancaro. La direzione artistica è di Tonino Catalano.

La celebrazione della Passione a Mendicino è contenuta in una storia mai scritta ma narrata a voce. Si fa risalire questa rappresentazione al Medioevo ma i primi ricordi si fanno risalire al 1900. Si ha traccia dell’evento rappresentato negli Anni ’10, ’20 e ’30. La manifestazione avveniva ogni quattro anni. Fu interrotta per tutta la durata della Seconda Guerra Mondiale e ripresa a guerra finita, nel 1946, su esortazione dei tanti soldati mendicinesi che ritornavano dai campi di concentramento. Molte sono le caratteristiche tipiche ed uniche della rappresentazione mendicinese, che vede la presenza di personaggi originali ed esclusivi: il gruppo della Flagellazione, due piccoli angeli che con ingenuo canto confortano Gesù che trascina la croce, il gruppo delle Pie Donne che accompagnano la Madonna, gli Apostoli, Pilato e la sua corte, Erode e la sua corte e i gran Sacerdoti. Altro personaggio caratteristico è “’U pinnune o staffetta” che indica la strada verso il Calvario richiamato da tre squilli di tromba e dal battere di un tamburo e di una grancassa e il coro dei “mistieri” che narrano cantando la Passione di Cristo.

La rappresentazione storica mendicinese è un’occasione per rivivere questi importantissimi avvenimenti del mondo cristiano e riflettere sulla morte di Gesù che diventa rinascita e fiducia in un mondo più benevolo.

Maria Parise

Data: 30 marzo 2016.

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