Piano Lago – Medio Savuto e Coraci – Marcellinara, due facce della stessa medaglia. La vicenda delle “strade gemelle” finisce di nuovo in televisione

 la strada 2<LA STRADA mangiamiliardi> e <La strada che non c’è> ovvero due facce della stessa medaglia, il simbolo del degrado di una Calabria che pianifica, spreca e getta nell’oblio. La Piano Lago – Medio Savuto e la Coraci – Marcellinara erano state concepite per collegare le aree sud di Cosenza e di Catanzaro, eliminare lo stato di isolamento delle Comunità interne del Savuto e del Reventino-Mancuso, creare una alternativa viaria alla Salerno – Reggio Calabria. Avviato agli inizi degli Anni Novanta con fondi Fio il programma per la realizzazione delle <infrastrutture gemelle> si era ben presto arenato manifestando, a breve distanza, una incompiuta di pochi chilometri di asfalto, ferro e cemento, ma anche alcune situazioni di dissesto idrogeologico e pericolo per il territorio. Un progetto senza futuro per un’opera abbandonata a se stessa, priva di manutenzione perché legata a problemi tecnico-burocratici, polemiche e tanta demagogia. Inutili, in tutto questo tempo, i reportage giornalistici ma soprattutto gli appelli alle istituzioni di amministratori locali e cittadini stanchi di assistere alle mortificazioni di una classe politica che in rapporto alla problematica ha sempre promesso e mai mantenuto. La vicenda, ricordiamo, nella Comunità del Reventino è seguita dagli attivisti del <Comitato la strada che non c’è> ed è tornata sotto i riflettori (guarda le foto del Comitato la strada che non c’è) grazie al servizio del Tg3 Calabria che ha effettuato una diretta televisiva dal cantiere di Borboruso (Pedivigliano) e raccolto le nuove istanze di sindaci e cittadini. Tutti hanno chiesto impegni concreti in grado di favorire una migliore qualità della vita in un comprensorio che presenta, purtroppo, storiche difficoltà sociali, economiche e infrastrutturali.

Gaspare Stumpo

Data: 20 aprile 2016.

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