“La maturità è ciò che di più personale possa esserci, per essa non esiste un tempo preciso” *

Età ts

*di Maria Simona GABRIELE

L’ADOLESCENZA termina a venticinque anni, ma cos’è che ci fa sentire davvero grandi e quando siamo pronti davvero a crescere? Quello dell’adolescenza sembra essere un cammino individuale in quanto non v’è un età biologica prestabilita. Se mettiamo da parte il cambiamento corporeo, e lo sviluppo che comporta anche una trasformazione nella percezione delle cose, il resto è relativo e soggettivo, se pensiamo anche al fatto che i ricercatori ci parlano di cambiamenti legati al cervello anche dopo i trenta anni di età. Sarebbe riduttivo associare tutte le nostre evoluzioni, ad una precisa fascia di età, la maturità è data anche e soprattutto da un atteggiamento.

L’approccio è alla base di tutto, ed è qui che si denota la differenza, cosi in Italia, un paese dove si fa fatica ad incontrare l’autonomia, ancora di più possiamo parlare di una “vasta adolescenza”. Basandoci sempre sul fatto che l’esperienza individuale ci porta a circostanze di vita diverse, oggi è molto facile ritrovarsi con ventenni maturi e ventottenni con una marcata adolescenza. Di certo è che nella maturità intellettuale gioca un ruolo fondamentale la predisposizione e il contesto genitoriale, ma non possiamo neppure negare che la realizzazione personale cambia la nostra forma mentis, che automaticamente ci porta ad abbandonare vecchie abitudini. Ogni individuo vive la propria esperienza e diversi sono i fattori che influenzano determinati comportamenti, come la cultura, il posto in cui viviamo, l‘ambiente che ci circonda e le persone con cui ci confrontiamo. Non dimentichiamo che la nostra mente è come una spugna, assorbiamo, elaboriamo e poi mettiamo in atto ciò che migliora le nostri condizioni di vita.

Lo stimolo esterno è senza alcun dubbio uno degli aspetti più influenti della nostra crescita e di certo le mancate possibilità che spesso limitano i nostri progetti, o più semplicemente vengono messi da parte, porta ad un prolungamento dello stato adolescenziale che spesso può risultare ingombrante e difficile da accettare. Possiamo affermare che l’adolescenza è anche una scelta, la maturità è ciò che di più personale possa esserci, non esiste un tempo preciso, un età perfetta, in mondo dove si deve fare i conti necessariamente con una precarietà di fondo che ha generato una netta differenza tra quello che ieri e quello che è oggi. Quel che conta oggi non è tanto l’età in cui avviene il salto, ma la capacità di trovarsi pronto, ecco perché dobbiamo imparare ad essere autonomi dal principio, un adolescente è colui che si prepara a diventare adulto, e lotta per il suo futuro, e può essere adulto, anche quando ancora non ha lasciato il tuo nido.

Data: 26 aprile 2016.

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