Gli (undici) schedati politici di Rogliano: da Giovanni Domanico a Gennaro Sarcone *

Rogliano, centro storico 1

*di Luigi e Ferdinando PERRI

GLI SCHEDATI politici di Rogliano più noti sono Giovanni Domanico (classe 1855) e Gennaro Sarcone (1902). Il primo, pubblicista, socialista, tra il 1894 e il 1919, fu costretto a subire il pugno di ferro imposto da Francesco Crispi in una fase storica di grandi tensioni sociali e politiche. L’altro, minatore, comunista, antifascista, tra il 1934 e il 1942, fu confinato, diffidato, iscritto alla Rubrica di frontiera. In tutto sono undici i roglianesi (ufficialmente) perseguitati e iscritti come sovversivi e antifascisti negli schedari di prefetture e questure. Sul fronte antifascista, il loro numero è superiore: diversi oppositori del regime furono registrati in altrettante province fuori regione. I nomi degli undici vengono fuori dall’Archivio centrale dello Stato, che ha posto alla pubblica fruizione il Casellario politico centrale. Del tutto singolare la vicenda di Domanico che, prima, fu colpito dalla repressione crispina, poi, dalle gerarchie nazionali del suo partito. Domanico, personalità molto controversa, fu imputato in diversi processi giudiziari e, accusato di essere una spia della polizia, fu espulso dal Partito Socialista. La sua schedatura durò per un quarto di secolo. Sarcone, iscritto del Pci, fu tartassato dal regime fascista. Sarà combattente in Spagna dalla parte degli antifranchisti. Nell’immediato dopoguerra sarà alla testa della federazione provinciale del Pci e “capo” dei comunisti roglianesi. Durò ben 32 anni la schedatura del roglianese Francesco Sbarra (1886). Nome sin qui sconosciuto alla vita pubblica locale, carrettiere e conducente tranviario, che, come sovversivo, entrò nelle attenzioni della polizia dal 1910, epoca in cui il governo di Sonnino rinnovò la repressione contro socialisti e comunisti, fino al 1942, vale a dire per quasi l’intero arco del ventennio fascista. Sbarra, in epoca imprecisata, riuscì a imbarcarsi per l’America meridionale. Per dieci anni, dal 1930 al ’40, fu segnalato come antifascista Salvatore Giuliani (1881), conducente di autoveicoli, che fu iscritto alla Rubrica di Frontiera, provvedimento questo che non gli impedì di emigrare in America, ovviamente in clandestinità. Due Ricca, Gaetano (1903) e Vincenzo (1906) il primo operaio minatore, l’altro operaio, entrambi socialisti, subirono la “radiazione”. Il primo fu denunciato per offese al capo del Governo. Il secondo fu iscritto anche alla Rubrica di Frontiera. La loro schedatura va dal 1929 al 1937. Due Sottile, Francesco Vincenzo (1904) e Silvio (1909), il primo operaio (con residenza a Crotone), l’altro operaio calzolaio, entrambi socialisti, denunciati per offese al capo del Governo. La schedatura del primo va dal 1929 al ’41, quella dell’altro dal 1929 al ’37. Un altro socialista, Pietro Nicoletti (1901. Omonimo del roglianese giustiziato della Repubblica partenopea nel 1799), operaio bracciante, fu denunciato per offese al capo del Governo e radiato. Rimase nel registro degli antifascisti dal 1929 al ‘36.  Stessa sorte, sia pure dal 1929 al ’34, e stessa imputazione a carico di un altro socialista, Antonio Rota (1908), operaio bracciante. Durò solo un anno, dal 1939 all’anno successivo, la schedatura di Antonio Carmine Iorno (1905), bracciante, antifascista, che, tuttavia, fu costretto al confino.

Data: 04 maggio 2016.

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