Adisco, informare sull’opportunità di donare per dare una speranza. Interessante incontro formativo a Rende

ADISCOPRESSO l’Hotel Fattoria Stocchi di Rende si è tenuto un’interessante incontro che ha permesso di far conoscere la presenza dell’Associazione Adisco (Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale) che opera nel cosentino da circa due anni.

Durante l’evento (nella foto) la presidente Katia Caloiero ha illustrato come nasce l’Adisco, esistente a livello nazionale da vent’anni e presente in tutta la Calabria da ben dieci anni. La finalità di questa associazione è principalmente quella di promuovere l’importanza della donazione del sangue cordonale, organizzando seminari ed incontri a scopo informativo, con le mamme e le neo-mamme, adoperando in tutta la cittadinanza per informare ed essere informati. Nel corso del tempo la sede Adisco è stata capace di costruire una grossa rete per il cordone, collaborando anche insieme ad altre associazioni che si occupano del trasporto fino a Reggio Calabria, città che ospita la Banca Cordonale del Sangue. Tra le altre associazioni presenti troviamo: Scienze e Vita, Associazione Alfredo Saiardi, Croce Verde, Gruppo Itaca e il Paese di Geltrude, che hanno e continuano a collaborare con A.V.O Cosenza, A.V.O Castrovillari e con L’Avis intercomunale di Lattarico.

Attualmente, nella provincia di Cosenza gli unici due centri di raccolta sono la casa di cura Sacro Cuore e l’Annunziata, ed è per questo motivo che ha preso parte all’incontro il primario dell’Unità operativa complessa dell’Annunziata, dottor Clemente Sicilia, insieme alle relatrici, la dottoressa Pucci, medico responsabile della Banca Cordonale, e alla signora Franca Renatuccio, (presidente Disco Calabria) . L’intento è quello di sensibilizzare verso la donazione, un tema che merita un’adeguata attenzione e di seguito divulgare la cultura del dono, dando il proprio contributo in modo del tutto disinteressato.

Una firma può donare speranza a milione di vite il cui futuro appare incerto, in contesto sociale dove spesso l’indifferenza e la mancata consapevolezza vince sulla solidarietà. Un bambino appena nato è la nostra ricchezza in quanto il suo tessuto cordonale è la fonte di cellule staminali che può essere utile al trattamento di malattie del sangue, come la leucemia, dando un rilevante contributo nel campo della medicina rigenerativa.

Incontri formativi di questo genere possono cambiare veramente il futuro di tutte quelle persone che s’imbattono con delle battaglie molti difficili, ma la ricerca e la medicina hanno compiuto degli enormi passi, in una realtà che spesso fa parlare di se, per altri aspetti “meno virtuosi”. Dobbiamo ricordare che nel nostro Paese vi sono “eccellenze” che operano solo per il bene della comunità, e associazioni come questa, sono la prova tangibile che dà la possibilità di far pensare di come questa regione, è anche impegno e volontà.

Maria Simona Gabriele

Data: 01 giugno 2016.

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