Memorie e riscoperte: il Crocifisso del Medioevo in Dipignano *

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*di Cesare DE ROSIS

SI TRATTA, dopo la Stauroteca di Cosenza, del Crocifisso più antico che si conserva nella Diocesi di Cosenza. E’ una croce processionale esposta a Dipignano nella Chiesa dell’Ecce Homo ed è ascrivibile al secolo XIV°, ovvero quando la Calabria era sotto la dominazione della dinastia Angioina. L’uso della croce processionale è antichissimo e testimoniato da molte iconografie. Nel corso del XIV° secolo si afferma la decorazione a smalti traslucidi, mentre i contorni delle croci si fanno più mossi e ornati, preludendo alla ricchezza tipologica del secolo successivo. Infatti, è nel XV° secolo, quando prende piede la dinastia aragonese, che questi oggetti liturgici offrono lo spunto per opere di grande inventiva; le terminazioni sono sempre più arricchite da polilobi e con i contorni delle croci decorate da perle, sfere e boccioli. Non sappiamo ad oggi se la croce appartenga alla produzione calabrese del secolo XIV° o la sua realizzazione vada ricercata a Napoli, in Sicilia, in Puglia o in Toscana; sarebbe molto utile, a modesto avviso di chi scrive, approcciarsi alle fonti archivistiche ed in particolare agli inventari. Nonostante la perdita della doratura, che ha tolto splendore al manufatto, la Croce non appare di fattura rozza e seriale come la maggior parte delle croci coeve ma realizzata, piuttosto, da una mano capace con piglio veloce. La Croce (nella foto) è mutila nella parte inferiore e manca il Crocifisso vero e proprio, per cui è possibile tracciare solo una descrizione parziale: nel fronte del Crocifisso, troviamo alle estremità scolpiti la Vergine Santa e San Giovanni Evangelista, nella sommità il Pellicano, simbolo del supremo sacrificio di Cristo; nel retro, e precisamente come medaglione centrale, è scolpita Santa Caterina d’Alessandria.

Data: 15 giugno 2016.

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