La Fidapa (sezione di Soveria Mannelli) festeggia la conclusione dell’anno sociale. Soddisfatta la presidente Pullano

DSCN9621LA PRESIDENTE della Fidapa sezione di Soveria Mannelli Teresa Pullano, per festeggiare la fine dell’anno sociale (mese di giugno) ha dato appuntamento all’ex Abbazia Santa Maria di Corazzo, Comune di Carlopoli. Quale migliore luogo poteva fare da cornice all’incontro delle fidapine del Reventino ed aggiungere così un altro interessante e prezioso tassello ai tanti successi ottenuti fin oggi. La visita a Corazzo (nella foto) dell’altro giorno non è solo occasione di conoscere la storia dell’abbazia, fondata dai monaci benedettini nel XI° secolo vicino al fiume Corace, ma anche costatare la vitalità laboratoriale per recuperare e valorizzare antichi mestieri e tradizione artigiane. Tutto questo, a Corazzo, sta accadendo da circa tre anni attraverso la passione, la costanza e l’amore per il territorio ad opera del progetto “Gedeone”. Il compito di raccontare la storia dell’Abbazia della quale è stato abate anche Gioacchino da Fiore, per l’occasione la Fidapa si è affidata all’archeologo Samuele Anastasio, di Soveria Mannelli. La presidente Pullano, entusiasmata e colpita dalla bellezza del sito archeologico ha salutato e ringraziato le numerose fidapine per la collaborazione e il sostegno al suo progetto e all’Associazione che opera per la promozione del territorio da dieci anni e si batte per la considerazione delle donne e del loro ruolo. Non ha mancato di sottolineare la fattiva collaborazione con altre associazioni e istituzioni e ricordato le numerose attività svolte nel corso del suo primo anno di presidente. “Stiamo prendendo sempre più coscienza della nostra identità e della nostra missione – ha detto la presidente – stiamo via via coinvolgendo il territorio nella nostra operatività, dimostrando notevole spirito associativo, che sarà nostra cura però rendere sempre più forte”. Convinta del ruolo donna nella società, Pullano ha detto che “bisogna farsi carico dei problemi che viviamo, operando da cittadine generose e unite, come i valori che vogliamo testimoniare: solidarietà, affettuosità, impegno e appartenenza”. Incassato l’elogio e forti del loro impegno, il nutrito gruppo di fidapine, dopo la premessa sulla realizzazione e sviluppo dell’abbazia a cura del giovane archeologo e studioso Anastasio si è avviato alla scoperta di ciò che è rimasto dell’abbazia. L’archeologo, sicuro e forte del suo sapere ha condotto lungo il percorso il gruppo ed illustrato con dovizia di particolari ed aneddoti la storia, la vita nel monastero, lo sviluppo e il decadimento causa anche il terremoto del 1638 e 1783 da cui scaturì l’abbandono. Una spiegazione esaustiva, stimolante e coinvolgente e ricordato tra l’altro anche i personaggi illustri che hanno visitato e soggiornato a lungo nell’Abbazia: (Gioacchino da Fiore 117; Bernardino Telesio, filosofo naturalista 1561/1564 etc.). Ha parlato dei privilegi e delle donazioni per Corazzo come quello di Costanza d’Altavilla (copia documento presso Museo pergamene Comune di Bianchi). A conclusione del pomeriggio, dopo le foto di rito, le socie hanno potuto gustare la crostata all’amarena della presidente Pullano e alzare i calici per il brindisi e darsi a appuntamento a settembre.

Pasquale Taverna

Data: 27 giugno 2016.

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