C’è chi dice no! Iniziativa del Circolo Sel di Cellara contro le posizioni del Governo Renzi su Scuola e Italicum

cellara convegnoGIORNO 8 agosto 2016 – si è tenuto presso la sala consiliare di Cellara (Cosenza) “Arturo Fera” – il convegno (nelle foto) dal titolo “C’è chi dice no!“.

Il titolo dell’incontro ne racchiude in sé l’obiettivo: informare per dire di no al referedum di novembre sulla riforma costituzionale Renzi-Boschi, e dire di no alle imposizioni del piano Buona Scuola. Dopo i saluti del sindaco di Cellara, ing. Mario Caferro, hanno preso parte al dibattito Walter Nocito, docente di Istituzioni di diritto pubblico del dipartimento di scienze politiche e sociali dell’Unical, Rosa Principe, professoressa di diritto e vicepreside dell’istituto tecnico industriale “A. Monaco” di Cosenza, Luigi Bennardo, membro del comitato regionale per Sinistra Italiana e del circolo Valarioti di Cosenza. La discussione è stata moderata da Cristian Mauro, coordinatore del circolo SEL “Marco Reitano” di Cellara.

Dal punto di vista tecnico e dottrinale del Diritto, Walter Nocito illustra come oggi le nuove ideologie politiche siano mere narrazioni, partendo da Berlusconi fino ad arrivare a Renzi. Queste possono essere sintetizzate in due punti: avere un Governo forte subito dopo l’elezione, contro-narrazione che regge la democrazia prevista dall’Italicum come investitura politica, priva di gestione collettiva degli interessi; per la vitalità di uno Stato è necessario avere un esecutivo che detti l’agenda al Parlamento – “una forma fraudolenta di presidenzialismo” – afferma Nocito. “Il No di novembre è contro il bipolarismo forzato della legge Italicum, poiché il voto al referendum contiene anche il voto sulla legge elettorale, seppur questa sia in vigore da Luglio 2016. Il pacchetto Renzi-Boschi è inscindibile: legge elettorale + premierato assoluto. Andando a votare sì diviene legittimo un esecutivo che non prevedrebbe alcun controllo da parte del parlamento: le garanzie costituzionali non restano intatte, si libera l’indirizzo politico dai controlli e diminuisce l’effetto degli istituti di garanzia come la Corte Costituzionale”.

Di seguito, la professoressa Rosa Principe spiega con passione la difficile situazione della classe docente sia dal punto di vista prettamente legislativo, che sociale. Spesso è infatti l’opinione pubblica a costruirne un’immagine tanto errata quanto superficiale. “La battaglia attuale della scuola sembra essere, nell’immaginario collettivo, solo dei docenti ” – sostiene Principe – “la scuola discende ancora da uno stampo capitalista e gentiliano, improntato su principi liberali”. Riguardo la Buona Scuola, sono state ad oggi raccolte circa 2.000.000 di firme per indire un referendum abrogativo di 4 punti della legge 107/2015: ampio potere dei dirigenti scolastici che selezioneranno i docenti in base al curriculum; finanziamento scuole private; obbligatorietà dell’alternanza scuola-lavoro per gli alunni negli ultimi 3 anni di scuola superiore; comitato di valutazione insegnanti. Dal canto suo la docente ci indica criticamente come l’alternanza scuola-lavoro non debba diventare un atto di svilimento dell’allievo a favore di un’azienda, ma solo un’esperienza formativa, e di come il bonus per le scuole private vada ad accentuare quella spaccatura della società, che comporterebbe una ghettizzazione di una fetta della stessa. “La rivoluzione dev’esser fatta porta a porta. Questo è l’unico modo per informare, lottare e difendere i nostri diritti” – conclude Rosa Principe.

Il terzo intervento è quello di Luigi Bennardo, di Sinistra Italiana. Il giovane esordisce riportando un dato: nel 2014, JP Morgan, colosso finanziario Americano, sostenne che le costituzioni post fasciste siano troppo sbilanciate verso i problemi sociali e caratterizzate da un’impostazione esageratamente egualitaria. In relazione al caso Italiano – “tutti abbiamo vissuto con l’idea che la maggioranza parlamentare sia sintomo di stabilità; la realtà ha dimostrato il contrario” – dichiara. Continua criticando il Governo Renzi che con nessuna riforma tocca le vere funzioni sociali di soggetti e istituzioni coinvolte. Riguardo la Buona Scuola Bennardo sostiene che il piano è comune a tutte le altre riforme, cioè punta a mettere i professionisti e i lavoratori uno contro l’altro, attraverso un algoritmo-fregatura studiato ad hoc. Dal punto di vista partitico, Sinistra Italiana nasce quindi “perché i referendum non siano l’unico strumento in mano ai cittadini per decidere l’indirizzo politico del Paese. Deve dare rappresentanza a tutte le istanze del popolo, provenienti da grandi o piccole realtà”.

Pensiero comune a tutti gli ospiti è quello di operare attivamente attraverso incontri di questo tipo, per spiegare concretamente l’importanza di dire di no e stimolare l’opinione pubblica a informarsi.

Conclude Cristian Mauro che esorta gli ospiti presenti, tra i quali tanti docenti e alcuni dirigenti di Rifondazione Comunista, a fare fronte comune, a mettere in campo tutte le proprie esperienze e forze, su certi temi, e soprattutto sui problemi del quotidiano. In particolare, lo sguardo va rivolto alla Valle del Savuto e all’Area dei Casali, vasti territori quasi abbandonati dalla sinistra, e che invece meritano e necessitano di tornare al centro delle agende dei partiti e delle altre forze sociali, per tutti i problemi concreti che riguardano i servizi delle persone. Senza puntare a ricreare, come in passato, bacini elettorali in favore di qualche politicante di turno, ma guardando alle persone come cittadini e ai loro bisogni.

Data: 11 agosto 2016.

Fonte: Circolo Sel Cellara (Cosenza).

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