‘Operazione Trabucco 2016’. Un campo di ricerca e di studio speleologico nel cuore del Pollino *

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*di Giusy VIZZA

OPERAZIONE Trabucco 2016, questo il nome suggestivo del campo di ricerca e di studio speleologico, conclusosi nei giorni scorsi in Basilicata. L’esplorazione e lo studio finalizzato alla riapertura dell’inghiottitoio Abisso del Pollino (nella foto) ha accompagnato questa straordinaria avventura lucana, tenutasi dal primo al 17 Luglio. Una spedizione che ha registrato ottimi risultati e che ha coinvolto numerosi speleologi (30 circa), ricercatori de settore e semplici appassionati provenienti da ogni parte d’Italia. Il soccorso alpino e speleologico della Basilicata (con numerosi volontari giunti per l’occasione) ha garantito e vegliato sulla sicurezza delle operazioni. Ben diciassette i giorni di permanenza presso il “Piano di Toscano-Laccata-Malavento” anche per trovare delle connessioni dello stesso territorio con altri fenomeni carsici, altre grotte e sorgenti carsiche. Il Gruppo Speleologico Sparviere di Alessandria del Carretto (Cs), Fledermaus Esplorazioni di Bolzano, quello Speleologico Le Grave di Verzino (Kr), il Gruppo Speleologico Mercurion di Verbicaro (Cs), quello di Speleo Club Ibleo di Ragusa, Speleo Club Sperone di San Giovanni Rotondo (Fg), il Gruppo Speleologico Piemontese CAI-UGET di Torino, quello di Gruppo Lupi di San Severino Lucano (Pz), il Gruppo Speleo Alto Salento di Martina Franca (Ta), il Gruppo Speleologico Cudinipuli di Cosenza, quello Leccese ‘Ndronico di Lecce e Gruppo Speleologico Melandro di Satriano di Lucania, uniti per la ricerca. Questa operazione ha ottenuto forti apprezzamenti da parte di tutti i partecipanti. Una straordinaria unione di appassionati e addetti ai lavori che ha coinvolto quasi tutto il territorio nazionale. Questo rappresenta un tassello importante per la Basilicata e per la ricerca. Sicuramente l’unione di queste realtà associative regalerà altre emozioni in un futuro non tanto distante. Il viaggio nel mondo delle esplorazioni continua.

Un sentito grazie all’Ente Parco Nazionale del Pollino per aver sin da subito creduto nell’idea e di conseguenza autorizzato le ricerche.

Data: 18 agosto 2016.

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