“E’ stata un esempio per il suo paese”. Cellara ricorda Agata Cesario, pedagogista, poetessa, pittrice

 Cellara1tsSI E’ DISTINTA nell’arte della poesia e della pittura per la dolcezza e la tensione intellettuale tipiche di chi al talento e alla preparazione ha saputo unire la sensibilità d’animo e le emozioni che solo una anima in grado di “elevarsi” è in grado di fare. Agata Cesario “con più di una radice ha scandagliato le zone in ombra della sua psiche – o della sua anima – per dire con parole che sono soltanto sue, quei sentimenti che tutti forse provano ma che non tutti hanno la possibilità di portare alla luce”. Così, la grande poetessa e aforista, Maria Luisa Spaziani, ha descritto il pensiero di questa insegnante originaria di Cellara, nel Savuto, venuta a mancare non ancora quarantenne, alla quale, nei giorni scorsi, è stato intestato uno spazio verde attrezzato. Cellara3tsUn luogo situato nei dintorni della Chiesa di San Pietro, a valle del paese che ha amato, descritto e cantato. Il paese dove è voluta ritornare per “riposarvi” per sempre. “Una Comunità benemerita – ha ricordato mons. Leonardo Bonanno – che ha dato i natali a personaggi illustri”. Il vescovo di San Marco-Scalea ha partecipato alla iniziativa (nelle foto) promossa dall’Amministrazione comunale che ha segnato la partecipazione di amministratori locali, esponenti delle forze dell’ordine, autorità ecclesiastiche, rappresentanti dell’associazionismo, giornalisti e di moltissimi cittadini. Tra questi, oltre al sindaco Mario Caferro, il preside dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme di Cosenza, Aldo Scarpelli, i sacerdoti don Antonello De Luca, don Gianni Citrigno, don Pierino Vaccari, e don Franco Spadafora, il vaticanista Giacomo Cesario, il marescialloCellara4ts dei Carabinieri, Carmine Cesario, quest’ultimi, rispettivamente, fratello e figlio di Agata, che hanno scoperto la targa commemorativa assieme alla signora Angelina, anziana madre della pedagogista scomparsa il 16 maggio 1989. Una cerimonia coordinata da Domenico Spadafora, sobria, emozionante per il contenuto degli interventi e per l’affetto che i presenti hanno inteso rinnovare alla figura questa donna straordinaria, la cui opera resta indelebile negli scritti, nella ricerca storica e nei dipinti in cui ha “impresso” per sempre emozioni, speranze e grande spiritualità. Agata Cesario è stata una donna intelligente e coraggiosa, determinata nelle scelte, innovativa nella professione, onesta, premurosa e solidale verso gli altri. Cellara5tsHa amato la famiglia, gli amici e quel vecchio borgo “dove ogni pietra è storia”. Lo hanno testimoniato quanti le sono stati accanto sino alla fine: Tino Aquino, Cataldo Marino, Mariangela Orlando, Domenico Fuoco, Pina De Paola, Mimmo Andrieri. Lo hanno sottolineato i giovani dell’Oratorio dedicato a don Teofanio Pedretti, sacerdote con il quale ha collaborato per ricostruire una ‘Una pagina di storia calabrese: Cellara attraverso i secoli” – il testo che ha riportato alla luce un spaccato di Memoria altrimenti destinato all’oblio. Famosi, di Agata, oltre al Cellara7tstesto ‘Orientamenti di pedagogia e didattica’ – anche le liriche contenute in ‘Verso un’alba novella’ e ‘Spazi infioriti’ – di cui, nel corso della cerimonia, è stata distribuita una preziosa ristampa. Allieva del professor Roberto Mazzetti, Agata Cesario si era laureata in Pedagogia presso il Magistero di Salerno, nel 1972, con una tesi in Psicologia dell’età evolutiva dal titolo “Il bambino spastico”. “Se un fiore muore – scriveva a quel tempo – non pensare alla vita che si è spenta ma a quella che vive nel bocciolo del suo stelo. Se una stella di notte cade nel buio non pensare alla luce che si è spenta ma a quella che brilla di molte fiammelle. Se guardi un tramonto non pensare ad un giorno passato ma a quello che sorgerà domani come un’alba novella”. Al termine della cerimonia amici e parenti si sono ritrovati per un breve rinfresco offerto dalla famiglia. “Si può chiudere un occhio sulla realtà, ma non sui ricordi” – sosteneva Stanislaw Jerzy Lec. Soprattutto quando si tratta di ricordi importanti.

Gaspare Stumpo

Data: 30 agosto 2016.

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