L’Unità Operativa Asp di Neuropsichiatria Infantile di Rende a rischio ridimensionamento. L’impegno del movimento ‘Le mamme di Gaia’ *

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*di Gaspare STUMPO

QUELLO che attiene all’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile è un servizio fondamentale della Medicina Territoriale per la valutazione e la cura, nei soggetti più giovani, dei disturbi neurologici e psichici. Un comparto specialistico – ampio per la complessità delle patologie – che si avvale del supporto di più figure mediche (e non mediche) a sostegno dell’età infantile ed adolescenziale. Un insieme di sinergie allargato al mondo della Scuola chiamate a gestire problematiche serie attraverso una programmazione specifica che si estrinseca sia in ambito riabilitativo che sociale. L’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile dell’Asp di Cosenza che ha sede a Rende fornisce, per esempio, assistenza a bimbi con diverse disabilità. Si tratta di un punto di riferimento di assoluta importanza per l’Area Urbana che per quanto si è saputo, però, non riesce a soddisfare tutte le richieste alimentando, in questo modo, liste d’attesa che si protraggono addirittura per mesi. Troppo per chi ha necessità di ottenere risposte immediate per la risoluzione di deficit che incidono sul presente ma che possono precludere, anche in maniera permanente, il futuro di ogni piccolo interessato. Il problema sarebbe legato alla carenza di personale, quindi, alla impossibilità di gestire – nonostante gli sforzi – le domande di audizione provenienti dalle famiglie. Un contesto che i genitori riuniti nel movimento ‘Le mamme di Gaia’ hanno definito “allarmante” se è vero che il potenziale mancato accesso al servizio riguarderebbe, al momento, oltre duecento bambini. I timori di oggi sono legati, infatti, al ridimensionamento dei centri convenzionati soprattutto per la scadenza dei contratti di parte del personale. ‘Le mamme di Gaia’ ha già scritto all’assessore regionale Federica Roccisano chiedendo sostegno in quella che è considerata una battaglia di civiltà per il diritto alla salute dei bambini. “Mi farò portavoce di un incontro con l’Asp nel più breve tempo possibile” è stata la risposta dell’assessore.

Data: 27 settembre 2016.

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