Vanessa Russo: “conoscere, migliorare, vivere il territorio”. Il bilancio della Festa de l’Unità a Santo Stefano di Rogliano*

Vanessa Russo

*di Maria PARISE

ABBIAMO incontrato Vanessa Russo (nella foto), segretaria del GD (Circolo Giovani Democratici, ndr) di Santo Stefano di Rogliano, in occasione de la Festa de L’unità che si tenuta nei giorni scorsi nel Comune del Savuto alle porte di Rogliano. Un’occasione per riflettere e fare il punto sulle azioni che possano essere utili per lo sviluppo del territorio.

-L’ultima edizione de la Festa de l’unità, a Santo Stefano di Rogliano, risale ai primi anni ’80, è possibile infatti ammirare presso la sala consiliare del municipio, una mostra fotografica che racchiude alcune edizioni della festa. Come mai i circoli del GD e PD di Santo Stefano hanno deciso di rifare la festa?
Ebbene si, l’ultima Festa de l’Unità (almeno quella documentata) tenutasi a Santo Stefano di Rogliano risale ai primi anni ’80. Ritrovare quelle foto ed esporle è stato per noi giovani motivo di orgoglio. Orgoglio perché quelle foto ritraggono uomini e donne, compagni e compagne che, per la maggior parte, il circolo GD di Santo Stefano di Rogliano ha la fortuna di avere vicine, non solo fisicamente, ma soprattutto intellettualmente, idealmente e politicamente. L’idea di riproporre la Festa de l’Unità nasce dopo vari confronti, e incertezze ed esitazioni, ma alla fine si è giunti all’idea comune che bisognava dare un segnale al nostro territorio, un segnale reale e concreto che avesse a che fare davvero con la gente, dopo due anni e mezzo di attività politica. In poco tempo abbiamo messo in campo idee e proposte che si sono rivelate vincenti durante le due giornate e che hanno portato tante domande, ma soprattutto molte risposte.

-Quali sono le differenze sostanziali tra le feste de l’Unità del passato e quella attuale?
Il tempo trascorso ha modificato e ha cambiato i fattori storici, economici, politici e culturali; essi portano ovviamente a vivere il clima della Festa de l’Unità in maniera altrettanto differente. Però penso che, se c’è un punto in comune, che fa da ponte fra le due feste è che si ha il coraggio, la voglia, l’entusiasmo di fare qualcosa per la res pubblica e non per il tornaconto personale. Organizzare questa festa è come se si volesse dire: “tante sono le opinioni, le riflessioni, le avventure, le sfide, le battaglie, le sconfitte e le vittorie che accompagnano la vita e l’operato di tutti i giorni. Proprio per questo c’è bisogno di un momento di riflessione, un momento di aggregazione, di unione e perché no anche di verifica. E la verifica è possibile farla mettendosi in relazione con la gente comune, con l’interesse che possiamo suscitare, con il piccolo sostegno che possiamo apportare, e unire il divertimento – componente non di poco conto in un gruppo – agli scambi di idee e di constatazioni”. Questo è il messaggio che come segretaria dei Gd di S. Stefano spero sia arrivato alle persone che ci hanno sostenuto e che ci hanno ascoltato durante le giornate del 30 settembre e del 1 Ottobre.

-In occasione dell’evento è stato proposto un questionario che aveva lo scopo di “ individuare azioni utili allo sviluppo dei servizi nella Valle del Savuto?”.
Si, diciamo che il questionario è stato davvero il protagonista della nostra Festa. Ci tengo a precisare che è stato una creazione nel senso stretto del termine del circolo GD di Santo Stefano di Rogliano. Abbiamo pensato al format, alle domande, al bacino di persone da contattare e abbiamo capito che non c’erano dubbi sul nostro obiettivo: quello su cui bisogna lavorare è cercare quantomeno di accorciare le distanze fra la gente e i partiti, fra la gente e le istituzioni, fra la gente e la gente, cercare di dar voce ai lavoratori, agli studenti, ai disoccupati. Questo tipo di ragionamento ci ha portato ad estendere la nostra richiesta a tutti i paesi della Valle del Savuto e far si che la discussione partisse dai dati raccolti per cercare di costruire sviluppi e informazioni su problemi di mobilità, di lavoro, di turismo, di sanità e di offerta culturale. Interrogarci per valutare, valutare per capire, capire per creare il nostro futuro nel presente. È stato davvero un ottimo risultato, siamo riusciti a coinvolgere tante persone, persone che attraverso domande a risposta multipla hanno dato il loro parere sull’efficienza dei servizi e che attraverso degli spazi aperti hanno avuto la possibilità di dire la propria proposta.

-L’opinione della gente può fare veramente la differenza?
Se l’opinione della gente può fare la differenza? Bene, basandoci sui dati raggiunti io credo di si. Dipenda poi da che punto di vista e da quale angolatura si interpreta la cosa. Quello che è sicuro è che rimanendo ad aspettare gli altri, pensando che la responsabilità del cambiamento/miglioramento non ci appartiene non serve a nulla. L’opinione delle persone fa la differenza solo se l’opinione fa un passo avanti rispetto al pregiudizio, rispetto al “senso comune” – rispetto al “sentito dire”. L’opinione fa la differenza se mentre rispondi ad un questionario pensi davvero che quelle risposte possano portare ad una prova concreta della situazione totale e rispondendo sei chiamato a fare un esame di coscienza e la domanda principale, se pur sottintesa, è cosa posso fare da oggi in poi per dare il mio contributo nel mio paese, nel mio comune, nel mio territorio, nella mia fabbrica, nel mio negozio, nella mia casa, nella mia scuola. Sicuramente fare non può coincidere con lo stare fermo, dunque se ci si impegna a contribuire qualcosa cambierà. Certo, non abbiamo la soluzione in mano, sarebbe stato troppo semplice, ma portare alla luce determinati dati non è cosa da poco. Si ha una base dalla quale partire, dalla quale iniziare.

-Si sono svolti due convegni, presso la sala consiliare del Comune di Santo Stefano, alla presenza di illustri relatori; quali sono i problemi e le possibili soluzioni emerse durante il primo dal titolo “La Valle che risponde?”. A cosa fa riferimento questo titolo?
Al convegno del 30 settembre che ha visto scendere in campo la giovanile e i giovani amministratori si è volutamente dato il titolo la Valle che risponde. I motivi sono essenzialmente due: 1- un modo per ringraziare le 1000 persone circa che hanno risposto al questionario; 2- mettersi in gioco e capire chi veramente pensa che la Valle abbia le possibilità per rispondere. I problemi che sono emersi sono molteplici, ma è importante notare come di base ci sia il problema della scarsa informazione, della scarsa conoscenza, dell’insufficiente fiducia nelle istituzioni. Il lavoro, la rivoluzione che si deve mirare ad attuare è quella culturale allora. Dobbiamo essere noi i primi a ricominciare a credere nelle nostre potenzialità, nelle risorse della nostra terra, nel valore del nostro patrimonio, nella possibilità di cambiamento. Ringrazio ancora una volta tutte le persone che hanno risposto al questionario, che hanno proposto e non solo criticato o giudicato. Si chiede fra i tanti suggerimenti la possibilità di creare imprese agricoli che pubblicizzino i prodotti locali (castagne, olio, patate…); migliorare la viabilità (segnaletica, manutenzione…); valorizzare le risorse culturali e ambientali, creare delle agenzie o degli sportelli per le informazioni su bandi, richieste e occasioni di lavoro.; creare itinerari turistici e così via. Consentitemi di ringraziare i miei compagni e le mie compagne di circolo, senza di loro sarebbe stato impossibile organizzare questa festa de l’unità, che ci auguriamo che sia la prima di una lunga serie. Ringrazio tutti i volontari che ci hanno aiutato nella parte ricreativa della festa, i gruppi musicali che si sono esibiti, i ragazzi che hanno partecipato alle nostre attività e un grazie speciale a tutte le persone che hanno creduto in noi, nella nostra idea, nella nostra proposta e che ci hanno sostenuto.

A loro lancio un appello, citando il nostro compagno Berlinguer: “noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile e intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita”.

Grazie e buon lavoro.

Data: 09 ottobre 2016.

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