“La truffa dei prodotti agroalimentari biologici che biologici non sono. L’esperienza di Calabria Food” *

Arturo Crispino 1

*di Arturo CRISPINO

LA TRASMISSIONE “Report” – andata in onda alcune sere fa su Rai3 – ha documentato in modo dettagliato la grande truffa dei prodotti agroalimentari biologici che biologici non sono.

Far passare un prodotto realizzato con metodi convenzionali per biologico significa realizzare un guadagno molto più alto. L’imbroglio si basa sull’impossibilità o sulla difficoltà di verificare l’esatta provenienza della materia prima utilizzata. Il sistema, inoltre, è sostenuto da enti di certificazione piuttosto compiacenti nel rilasciare l’attestazione di prodotto bio. A tutto questo si deve associare la mancanza di adeguati controlli da parte delle Autorità competenti.  La Calabria Food, azienda leader in Calabria per produzione di passata di pomodoro e altri derivati del pomodoro, ha infatti deciso per il momento di non immettere sul mercato prodotti biologici, perché ad oggi il settore agricolo regionale non è in grado di conferire pomodori biologici.

A garanzia dei consumatori, l’azienda della mia famiglia, la Calabria Food leader in Calabria per produzione di passata di pomodoro e altri derivati del pomodoro, è da diversi anni che investe sul proprio sistema di rintracciabilità. Oggi, grazia a un efficiente sistema informatico siamo in grado di ricostruire e seguire il percorso di ogni singolo ingrediente destinato alla realizzazione dei nostri prodotti .

Lo scopo è quello di far sì che tutto ciò che entra nella catena alimentare conservi traccia della propria storia, seguendone il percorso che va dalle materie prima fino alla erogazione al consumatore finale.

Pertanto, la rintracciabilità consiste nell’utilizzare le “impronte” – ovvero la documentazione raccolta dai vari operatori coinvolti nel processo di produzione – per isolare un lotto produttivo in caso di emergenza, e consentire al produttore e agli organi di controllo che hanno il dovere di vigilare sulla sicurezza alimentare del cittadino, di gestire e controllare eventuali situazioni di pericolo attraverso la conoscenza dei vari processi produttivi (flussi delle materie prime: documentazione di origine e di destinazione ecc.).

I consumatori devono stare attenti e prestare molta attenzione a partire dalle dichiarazione riportare in etichetta. Consiglio infatti di comprare dalle aziende che possiedono la certificazione di rintracciabilità della filiera agroalimentare “ISO 22005” e diffidare delle aziende che propongono prodotti “biologici” allo stesso prezzo dei prodotti convenzionali.

Alle Autorità di controllo, invece, è richiesto uno sforzo maggiore per tutelare un settore, agroalimentare, strategico per la nostra economia.

Data: 12 ottobre 2016.

* Imprenditore.

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