Al Bano Carrisi cittadino onorario di Motta Santa Lucia. Grande festa, nel Savuto, per l’artista di Cellino San Marco

albano-motta-3BAGNO DI FOLLA per Al Bano Carrisi in occasione della manifestazione di conferimento della cittadinanza onoraria (nelle foto) da parte del Consiglio comunale di Motta Santa Lucia. “Tradizione, passione, memoria storica e imprenditorialità” sono i simboli che maggiormente hanno in comune Motta Santa Lucia e Albano – ha detto il sindaco Amedeo Colacino. La battaglia giudiziaria intrapresa da alcuni anni dal Comune del Reventino contro l’università di Torino – per la restituzione dei resti mortali del concittadino, brigante Giuseppe Villella, è una vicenda cui anche Albano ci ha dato una mano, un nostro sostenitore”. Fans, sindaci, associazioni, imprenditori e cittadini, anche dei paesi limitrofi, in Piazza Perrone, insieme alla banda musicale hanno accolto calorosamente con applausi, strette di mano e abbracci il noto artista. Una sala consiliare gremita e la voce calda della giovanissima musicista maestra Elida Cervello, con la canzone dell’artista “Gloria Gloria” ha fatto da cornice a un evento di portata “storica” di cui il sindaco e l’Amministrazione comunale tutta è fiera di aggiungere alle numerose manifestazioni promosse in questi anni. Altro momento magico in onore di Al Bano l’esibizione prima da sola e poi insieme al cantante del soprano Nunzia del Vecchio di Lamezia Terme. Il sindaco Colacino nel suo intervento ha ricordato che sulla vicenda del brigante Villella, il primo giudizio del Tribunale di Lamezia Terme è stato favorevole, ora si attende a giorni l’esito del ricorso dell’università per chiudere una vicenda di civiltà e dare degna sepoltura ai resti del Villella. Al Bano grande sostenitore del Sud, ha aggiunto, attraverso le sue canzoni “ha portato alla luce con coraggio, dopo secoli di bugie divulgate dai vincitori sabaudi a discapito del Sud” (e cita le parole della canzone di Al Bano, Gloria Gloria). Il Comune di Motta, fiero della figura del brigante Giuseppe Villella, racconta, di aver scoperto che il bisnonno di Carrisi, non negava viveri e vettovagliamento ai briganti nascosti nelle campagne di Cellino San Marco. Quindi altro accostamento fra le parti. Colacino ricorda che Motta Santa Lucia è noto anche come il paese del pane, dei portali e del vino (aderito alla Città del vino). Il presidente del Consiglio comunale, Carmine Perrone (amico personale di Al Bano) rivolgendosi ad un artista di fama mondiale, ma di una semplicità e genuinità coinvolgente ha letto le motivazioni addotte ad unanimità dei consiglieri che hanno conferito la cittadinanza onoraria “… per profonda gratitudine per la sua visita a Motta Santa Lucia e per i 50 e più anni di indiscusso protagonista della canzone italiana anche, con le sue canzoni ha saputo dare espressione ai sentimenti, ai valori dei tante generazioni di giovani, dando lustro alle terre del Sud Italia”. Nota l’attività imprenditoriale di Al Bano Carrisi, non poteva mancare la consegna di un attestato per riconoscere all’artista il merito di essersi distinto e aver portato avanti nell’antica masseria di Curti Petrizzi, la coltivazione della viticoltura, tradizione di famiglia, le cui cantine di Al Bano Carrisi, sono simbolo di una cultura del vino che si tramanda di generazione in generazione: “Ragazzo che sorride, che ha fortemente creduto nel sole della sua terra creando una grande azienda che gli ha dato tanta soddisfazione e felicità, Il nostro augurio che nel Meridione ci sia sempre la genialità imprenditoriale di persone che come Al Bano Carrisi abbiano la libertà di innalzare un conto della gioia respirando l’aria pura di casa nostra . La musica, nella sua essenza è ciò che ci dà ricordi. E più a lungo una canzone esiste nella nostra vita, più ricordi abbiamo di essa.” Al Bano emozionato dall’attenzione ha spiegato che è stato tracciato bene il profilo della sua vita. “Onorato e sorpreso, grazie farò un bel quadro voglio che i miei figli sappiano quello che di buono il loro papà ha fatto. Loro non devono far altro che seguire la strada che ho aperto. Che dire grazie, spero che prima o poi faremo una serata qui a Motta”. Un pomeriggio di festa, una cerimonia emozionante e coinvolgente che ha riempito di gioia l’artista pugliese, specie quando sono stati letti i messaggi dello scrittore Pino Aprile e di Mimmo Cavallo e non è mancata la generosità e riconoscenza del maestro Emilio Natalizio della scuola di Liuteria di Rende (Cs) che ha regalato all’artista una chitarra della tradizioni costruita a mano con marchio a fuoco; Michele Carilli ha consegnato il suo libro “1861 la brutale verità” l’imprenditore Giuseppe Dodaro di Cosenza ha consegnato il libro “Sua maestà il porco” scritto da Francesca Dodaro. Una manifestazione come poche che ha unito i mottesi orgogliosi dei propri valori e attività che onorano, contribuiscono alla crescita e danno lustro al paese.

Pasquale Taverna

Data: 21 ottobre 2016.

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