“Oltre 100 tipi di funghi commestibili dal Pollino alla Sila”. Iniziativa dell’Associazione Culturale Donnicese

associazione-culturale-donnicese-2PER IL PRIMO incontro (nelle foto) dopo la pausa estiva l’Associazione Culturale Donnicese ha promosso un incontro/conferenza sui funghi e sull’importanza della loro conoscenza. L’autunno con i suoi colori e i suoi profumi e sapori ci coccola e dipinge il paesaggio di mille sfumature mettendo negli occhi la malinconia del lunghi e soleggiati giorni d’estate e il monito che il lungo e gelido inverno è ormai vicino quasi a sentirlo nella pioggia umida e nebbiosa che avvolge le giornate uggiose e che i raggi di un timido sole riesce a squarciare facendo tornare il sereno. È in questa stagione che il “regno dei funghi” ci regala tante prelibatezze per realizzare succulenti ricette e sbizzarrirsi in cucina. Ma bisogna stare molto attenti perché alcuni di essi sono pericolosi per la salute e addirittura in alcuni casi mortali; è necessario saperli riconoscere per godere a pieno del loro sapore e non correre rischi. Allo scopo di imparare a riconoscerli, l’Associazione Culturale Donnicese ha promosso un interessante incontro con il dottor. Antonio Farina, medico e micologo. L’incontro si è svolto il 20 ottobre scorso, presso l’Auditorium delle Vigne – Alessandro Bozzo. “È indubbio che i funghi bisogna conoscerli e identificarli con certezza, altrimenti diventano nemici – ha affermato Antonella Salvia, neo vicepresidente dell’Associazione Culturale Donnicese. La nostra associazione è grata a Peppino Bozzo che ha suggerito l’idea di questo incontro; proposta che il direttivo ha ben presto accolto. Ad “illuminare” il folto pubblico dell’auditorium di Donnici un grande relatore, il dottor. Antonio Farina, che ha illustrato e spiegato le diverse tipologie di funghi e le conseguenze, a volte mortali, di un avvelenamento. Il dottor. Farina è un esempio di impegno culturale; laureato in Medicina e Scienze Biologiche ha conseguito una terza laurea in viticoltura ed enologia; inoltre è in possesso dell’attestato di sommelier e ha fondato l’Associazione Micologica dell’Alto Jonio. E’ anche presidente della Fondazione Roberto Farina, ente culturale che ogni anno organizza un premio internazionale di poesia e corsi micologici per raccoglitori amatoriali. Durante l’incontro dal titolo “Oltre 100 tipi di funghi commestibili e alcuni non commestibili dal Pollino alla Sila” – che riprende il titolo del libro scritto dal dottor. Farina, è stata affrontata anche la sintomatologia dell’avvelenamento da funghi che ha una diagnosi differenziale: sindrome a breve incubazione e sindrome a lunga incubazione, che si spalma su cinque fasi. I sintomi più comuni sono vomito, diarrea, spossatezza, sonnolenza fino ad arrivare a sintomi più gravi come ad esempio allucinazioni che restano comunque sintomatologie benigne e sono disturbi che si risolvono in un periodo che non supera le 48 ore dall’ingestione. Il discorso cambia se si tratta di sindrome a lunga incubazione che può protrarsi anche per venti giorni dall’ingestione; in questo in caso si tratta di un avvelenamento che può portare alla morte, come nel caso di ingestione del fungo amanita, un fungo mortale. “In ogni caso bisogna ospedalizzare il paziente – ha affermato Farina – poiché in ospedale è possibile tenere sotto osservazione l’evoluzione della sintomatologia e fornire le cure necessarie”. Farina, oltre ad aver illustrato dal punto di vista medico-scientifico le varie tipologie di funghi ha dato preziosi consigli su come raccogliere i funghi e cucinarli; inoltre da esperto sommelier ha consigliato di abbinare il vino bianco e mai il rosso ai piatti a base di funghi poiché il bianco aiuta a “ripulire” la bocca. Le massaie hanno potuto annotare alcune ricette che si trovano nel suo libro come ad esempio la zuppa di ceci con porcini, zuppa di cantarelli, triglie al cartoccio con funghi porcini oppure l’essicazione della “Trombetta da morto” – un fungo dal brutto aspetto ma buonissimo se essiccato e usato a mò di spezia per condire ad esempio primi piatti. “Bisogna mangiarne in poche quantità – ha affermato il medico – usare i funghi come le spezie”. Inoltre il pubblico presente in sala ha potuto vedere e toccare con mano i funghi portati e raccolti proprio da Farina, come i porcini e quelli non commestibili come la pericolossissima amanita, spesso scambiata per il prataiolo. Ha spiegato le caratteristiche che differenziano un fungo buono da uno velenoso e come distinguere un fungo buono ma parassitato, le diversità di gusto (se è dolce si può mangiare, se è pepato no), e come si raccoglie un fungo che deve essere portato a casa intero e pulito.Conoscere e identificare i “ carnosi gioielli nati direttamente dal cuore della terra” è necessario per non correre seri pericoli per la salute poiché anche se la saggezza latina diceva “Fungus qualiscumque sit semper malignus est” non bisogna rinunciare a queste leccornie piuttosto stare attenti nella ricerca e nella consumazione.

Maria Parise

Data: 26 ottobre 2016.

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