Rogliano. Grillini: “quali strutture pubbliche sono in grado di resistere in caso di terremoto?”

Rogliano, presidio ospedaliero Santa Barbara 1I CITTADINI di Rogliano, ancora in questi giorni, si chiedono se le strutture pubbliche sono sicure e se sono in grado di “resistere” ad un eventuale evento sismico, da scongiurare, ma comunque possibile in uno dei territori più a rischio.

A questa domanda, da fine agosto ad oggi, sono state date delle risposte e sono stati assunti dei provvedimenti dall’Amministrazione comunale (solo per gli edifici scolastici) che non possono tranquillizzare la popolazione del principale centro della valle del Savuto. Si è atteso di essere confortati positivamente con pazienza e speranza, ma purtroppo inutilmente.

Infatti, ancora in questi giorni in cui la cronaca riaccende l’attenzione sul tema, si risponde con i “restyling” (come per la vecchia palestra dell’Istituto scolastico di via O. D’Epiro) quando il problema vero è la mancanza di una seria programmazione delle opere pubbliche. Né vale il “faremo” da parte di chi da vent’anni siede fra gli scranni del Consiglio comunale.

Il Meet up “Rogliano in MoVimento” intende informare la popolazione, per trasparenza, su quanto di propria conoscenza sulla vulnerabilità sismica degli edifici pubblici cittadini. Il censimento più serio ed accurato che si conosce al riguardo (vulnerabilità sismica) è quello che è stato realizzato, ad inizio secolo, dal Dipartimento della Protezione Civile e dal Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti del CNR.

Diciamo subito che a Rogliano, in oltre 15 anni, poco o niente è stato seriamente programmato per intervenire su strutture pubbliche classificate dal succitato studio come edifici ad Alta o Medio-Alta vulnerabilità: si ha notizia di qualche intervento di miglioramento solo per l’Ospedale S. Barbara (nella foto) e per il corpo di fabbrica centrale del plesso di Via O. D’Epiro.

Non abbiamo rassicurazioni su strutture particolarmente frequentate quali: l’edificio scolastico di Via dei Mille (il collaudo statico infatti è precedente alla rilevazione succitata della Protezione Civile), il Centro Sociale di via Regina Elena, l’ex Mercato coperto di piazza Morelli che oggi ospita il Centro per l’impiego, ed alcune parti del Palazzo di Città.

Ovviamente ci si augura di essere (rapidamente) rassicurati con documenti e perizie tecniche e, soprattutto, che non accada mai nulla di serio, ma questa condizione di precarietà testimonia l’incapacità di una classe politica locale, di cui l’Amministrazione in carica è figlia, incapace di programmare le opere pubbliche sulla base delle priorità della cittadinanza ma in grado solo di fare debito oppure ottenere qualche finanziamento da Enti a cui “scappellarsi” per mere operazioni di facciata (restyling, appunto come loro stessi ammettono).

Data: 01 novembre 2016.

Fonte: Meet up “Rogliano in MoVimento”.

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