Breviario di comunicazione erotica. Ecco il romanzo psicologico in chiave musicoterapica di Emanuela Cangemi

breviario-di-comunicazione-eroticaSCRITTRICE, musicista, persona di cultura, Emanuela Cangemi è tutto questo. Originaria di Belsito, in provincia di Cosenza, da anni porta avanti la passione per la scrittura. Dalla “penna raffinata” le sue opere rappresentano per eccellenza la precisione della narrazione. Da poco è uscito il suo ultimo “capolavoro editoriale” (nella foto, la copertina). Conosciamola meglio attraverso l’intervista concessa a Savutoweb.

-Che tipo di scrittrice sei?

Innanzitutto grazie per avermi definito “scrittrice”. Lusingata, ma credo, nello stesso tempo, che definirmi tale sia offesa per tutti coloro i quali, io, definisco: scrittore/trice. Se potessi scegliere, vorrei essere considerata una saggista, ma nella realtà io sono un’allieva in quanto sto perseguendo un percorso accademico che mi conduce a conoscere la musica, nella sua concezione olistica.

-Dove è nata l’idea del suo ultimo capolavoro editoriale?

Un altro grazie per aver considerato <Breviario di comunicazione erotica – Romanzo psicologico in chiave musicoterapica> un “capolavoro editoriale”. Il mio primo saggio romanzato, in chiave musicoterapica, nasce per mera protesta. L’agenzia editoriale che pubblica i miei saggi di musicologia l’anno scorso, tra novembre e dicembre, ha pubblicizzato in modo eccellente un corso di scrittura erotica. Nello spot pubblicitario si trattava il termine “passione” associato solo ed esclusivamente ad un’accezione erotica. Ebbene, la “cosa” mi ha offeso: “com’è possibile che per scrivere sull’argomento erotismo si abbia bisogno di un corso?”. “E la passione, forse è solo termine di accezione erotica?”. Queste riflessioni mi hanno condotto, mossa dal disprezzo, a chiamare il direttore: “io non intendo scrivere più per la rivista”. Dopo una disquisizione con lo stesso, mi propone: “visto che ci stai considerando incapaci di saper trattare il termine “passione” – scrivi tu qualcosa”. Cosi è stato. E in quindici giorni è nato lo scritto e dopo sei mesi era in mano dell’editore Michele Falco. Mi sono ispirata a ciò che mi circonda e che conosco, come per esempio, alla favola della “Bella addormentata nel Bosco”. Ho esternato una critica personale verso il genere erotico edito – a mio parere – “crudo” di espressività, musicalità e poesia. Essendo musicoterapista, ho proposto ascolti di musica leggera, strumentale e operistica per condurre il lettore a riflettere, ad osservare, percepire, interiorizzare la realtà, tramite la musica. Tra l altro, sono anche musicista in formazione, ma sempre musicista nell’anima e nel Dna. Ho cercato di dimostrare che la comunicazione tra una coppia è di primaria importanza e, sarcasticamente, ho voluto iniziare dalla comunicazione erotica passionale della coppia, che racchiude si, l’erotismo, ma questo erotismo è mosso dalla passione che racchiude in sé amore e rispetto verso l’altro.

-Quali argomenti tratti?

La musica è un linguaggio, considerata linguaggio universale che sfocia sia nell’ambito artistico, sia nel contesto scientifico. È in fase editing, il primo volume (mi auguro e si spera, il primo di una seria) che raccoglie i miei saggi finora pubblicati dalle riviste “Direfarescrivere” e “Bottegscriptamanent” – del dott. Fulvio Mazza. In sintesi mi piace trattare argomenti che riescono a plasmarsi con la musica, nella sua concezione interdisciplinare.

Grazie. E buon lavoro.

Data: 25 novembre 2016.

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