Parenti, scontro all’interno del PD. Botta e risposta tra segreteria e Amministrazione comunale

I CONSIGLIERI di area Pd eletti in Consiglio comunale hanno preso le distanze dalle dichiarazioni del segretario cittadino, Giovanni Marino, che in diverse occasioni ha criticato l’operato del sindaco Donatella Deposito e della sua Amministrazione. Il responsabile del Partito Democratico di Parenti ha fatto sapere, infatti, che i Democrat non sono stati coinvolti nelle scelte e che alcuni argomenti inclusi nel programma elettorale di <Obiettivo Comune> sono stati trascurati o mal gestiti. “Il segretario si ostina a farsi portavoce di un malcontento che agli occhi di un paese intero risulta essere suo e di pochi altri, ma che lui vorrebbe far passare come ampio e condiviso. A smentire il segretario – si legge nella nota di replica – c’è la maggioranza del Direttivo, assolutamente contraria alla linea politica da lui assunta, che lo ha invitato più volte alle dimissioni. Si aggiunga che neanche la maggioranza dei tesserati del Circolo si trova d’accordo con il palese atteggiamento di opposizione di Marino nei riguardi dell’Amministrazione Deposito”. Partito spaccato, segretario sfiduciato, linee politiche differenti? Cosa celano, dunque, a Parenti le polemiche che coinvolgono il Partito Democratico? Per gli amministratori che fanno riferimento al Pd si tratta di una “gestione di parte” della sezione a partire dalla campagna tesseramento, ma soprattutto di “opposizione” nei confronti dell’Amministrazione Deposito. Da qui le accuse anche ai vertici del partito. “Più volte, a gran voce, si sta facendo giungere alla Segreteria provinciale ed ai rappresentanti regionali la grande amarezza del popolo di Sinistra parentese assolutamente deluso da queste dinamiche sterili, ma se per un verso arrivano note di delegittimazione per le azioni scorrette di Marino e dei suoi, per l’altro tutto tace”. Sulla questione ci sarebbero lettere, appelli e, addirittura, oltre cento firme indirizzate agli organi superiori. Tutto però sembra sopito, il “dialogo politico è fermo nella palude ed aumenta – concludono gli interessati – la già diffusa sfiducia dei cittadini nei confronti dei partiti”.

Gaspare Stumpo

Data: 03 gennaio 2017.

Fonte: ‘Cronache delle Calabrie’.

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