Piano Lago – Medio Savuto, sul tracciato ancora problemi strutturali e discariche incontrollate di rifiuti *

* di Gaspare STUMPO

CHISSÀ’ se il presidente della Giunta regionale della Calabria, Mario Oliverio, è a conoscenza della situazione in cui versa la “Piano Lago–Medio Savuto” o più precisamente, di ciò che rimane di una infrastruttura che, oltre a cadere all’oblio, rischia di produrre un vero e proprio disastro ambientale. Eppure, il governatore aveva parlato (proprio a Rogliano) di stanziamento fondi per rilancio del comparto trasporti e per il miglioramento della viabilità. Lo aveva fatto nel corso di una iniziativa promossa in occasione del Centenario della tratta ferroviaria che congiunge Cosenza al Savuto. In quella circostanza, però, nessun accenno alla situazione della “strada mangiamiliardi”. Ma anche nessuna richiesta da parte degli amministratori locali in rapporto alla condizione strutturale dei pochi chilometri costruiti a margine dei centri abitati di Santo Stefano, Rogliano, Marzi e Carpanzano contraddistinti da criticità, forme di dissesto, situazioni di forte impatto ambientale (come il ponte sul fiume Savuto) e discariche incontrollate di rifiuti (nelle foto). Una sorta di “terra di nessuno” in parte fruibile, di cui si ignora la competenza giuridica, soprattutto dopo la chiusura della Comunità montana che fino a qualche tempo fa ne aveva curato la gestione amministrativa e la manutenzione. La strada del Medio Savuto resta lo specchio della indifferenza e della inettitudine, alla faccia di chi, anni addietro, ne aveva intuito l’utilità sociale attuando ogni sforzo per la creazione di un “corridoio” a scorrimento veloce tra la periferia sud di Cosenza e quella di Catanzaro, tra il Savuto ed il Reventino, utile ad innescare benefici ai comparti urbani e industriali posti nelle immediate periferie dei due capoluoghi. Una vicenda lunga e tormentata (malgrado l’avvicendamento dei governi) per un progetto contraddistinto da intoppi tecnico-burocratici, ritardi sulla messa in sicurezza e scarsa attenzione politica, che hanno riempito pagine di giornali e servizi televisivi. Questa strada non è mai diventata elemento strategico per la creazione di nuove opportunità di sviluppo e non ha mai favorito la mobilità da e per le aree interne, magari in alternativa alla Salerno-Reggio Calabria. E’ rimasta incompiuta (come la “gemella” Coraci-Marcellinara) alimentando polemiche e, soprattutto, preoccupazioni a causa dello stato di vulnerabilità del territorio sui cui è stata realizzata. Una storia mortificante, dunque, una ferita che resta ancora aperta, purtroppo, nel cuore della vallata.

Nelle foto: un crollo e una delle discariche illegali presenti lungo il tracciato della Piano Lago – Medio Savuto.

Data: 16 gennaio 2017.

Fonte: ‘Cronache delle Calabrie’.

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