Mattarella all’Unical: «dalla cultura la possibilità per l’Italia di un futuro migliore». Il discorso del Presidente della Repubblica

IL PRESIDENTE della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto all’inaugurazione (nella foto) del quarantacinquesimo anno accademico dell’Università della Calabria.

Accolto al suo arrivo dal Presidente della Regione Calabria, Gerardo Mario Oliverio, dal Sindaco di Rende, Marcello Manna, e dal Rettore dell’Ateneo, Gino Mirocle Crisci, il Capo dello Stato ha preso parte alla cerimonia inaugurale che si è svolta nell’Aula Magna “Beniamino Andreatta”. Sono intervenuti il Rettore Crisci, il presidente del consiglio degli studenti, Domenico Tulino, il rappresentante degli studenti internazionali, Bashar Swaid, il rappresentante del personale tecnico-amministrativo, Paola Dodaro. Il prof. Nicola Leone, direttore del dipartimento di Matematica e Informatica, ha infine svolto la lectio magistralis. La cerimonia si è conclusa con l’intervento del Presidente Mattarella.

Erano presenti il ministro dell’Interno, Marco Minniti, il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli e autorità locali.

Il discorso del Capo dello Stato

“Un breve saluto al Ministro dell’Interno, alla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, al Presidente della Regione, al Sindaco di Rende, al Sindaco di Cosenza, alla Presidente della Commissione antimafia, alle altre autorità e a tutti i presenti. Un saluto particolarmente intenso a questo Ateneo, al corpo docente, agli studenti, al personale tecnico e amministrativo.

Ringrazio il Rettore per l’invito e per la possibilità di rivolgere un saluto in quest’aula intestata a Nino Andreatta. Pensavo a lui, mentre poc’anzi il professor Leone ci regalava una splendida riflessione, come una tra le persone di maggiore intelligenza che abbia mai conosciuto.

La sua Lectio, professore, ci ha in realtà sottolineato l’importanza dell’intelligenza umana, di cui quella artificiale è semplicemente un’applicazione. La vittoria della partita a scacchi contro Kasparov non è del computer ma di chi lo ha programmato. La sua lezione ci ha riportato anche alla consapevolezza, per fortuna nuovamente crescente in questa stagione, della unicità del sapere. Non soltanto perché i mezzi moderni, nuovi, pervadono ogni settore, dalla medicina all’economia, alla dimensione sociale, a quella domestica, ma perché in realtà quella forma d’intelligenza, quella sua applicazione è inevitabilmente l’effetto di una combinazione di cultura e di scienze, tra filosofia, matematica, logica, in realtà fra l’intero complesso delle scienze, come sanno bene i Rettori presenti che saluto con molta cordialità.

Anche in questo Andreatta era emblematico perché aveva una propensione eclettica, complessiva di approccio alla cultura e la sua intuizione, il suo impegno per questa Università è rappresentativo di questa apertura mentale di cui c’è bisogno. Andreatta è un uomo del nord, di Trento, ha svolto la sua attività accademica prevalentemente a Bologna, ma si è impegnato attivamente in concreto per far sorgere questo Ateneo che ha una quantità di elementi particolarmente rilevanti, innovativi ed emblematici e tra questi vorrei sottolineare la presenza di tanti studenti di altri paesi.

Lo studente che ha parlato poc’anzi viene da una città come Aleppo, che è uno dei punti più alti della storia della civiltà umana, un esempio di convivenza e che oggi è un segno deprimente di questi tempi e di come sia potuta diventare vittima di intolleranza e di violenza.

Questa Università ha molti elementi caratteristici particolarmente significativi e importanti. Naturalmente non tutto funziona a perfezione, vi sono problemi, ed è bene ricordare che la crisi economica di questi anni ha segnato la nostra convivenza, particolarmente nel meridione, e ha creato problemi anche agli atenei di tutta Italia, particolarmente a quelli del meridione. Quindi è bene anche indicarne con chiarezza carenze, lacune, esigenze per poter affrontare e ovviare alle prime e soddisfare le esigenze che vi sono, ma è sempre bene mantenere un’attenzione anche sui risultati conseguiti, che è ciò che rappresenta questo Ateneo.

Il nostro Paese complessivamente e il suo meridione, che ne è una componente essenziale e decisiva per la ripresa e il progresso della crescita, ha una quantità di energie che vediamo in questo territorio, come in tutto il meridione, ma anche in tanti territori del settentrione, manifestato dai tanti giovani preparati, che hanno studiato, ma non trovano lavoro, occupazione. Il nostro Paese ha bisogno, particolarmente in queste zone, di catalizzatori per suscitare sbocchi, esiti positivi a questa ricchezza umana che vi è all’interno. Uno di questi catalizzatori è l’università, è la cultura da cui deriva non soltanto la spinta, la preparazione, le capacità, l’affinamento delle attitudini per impegnarsi nella vita sociale, ma anche una grande concezione rigorosa di legalità e la possibilità di immaginare, progettare, suggerire le indicazioni di comportamento alle istituzioni.

Non voglio dilungarmi a lungo, mi premeva rivolgere agli studenti, ai docenti, a quella componente importante che è costituita dai tecnici amministrativi, un grande augurio e un apprezzamento per ciò che questo Ateneo svolge in questo territorio e nel nostro Paese. Un augurio e un ringraziamento per quanto viene fatto, con la convinzione che dal tessuto di cultura del nostro Paese in cui questo Ateneo è ampiamente ben collocato deriva la prospettiva di una crescita, di una ripresa e di un futuro migliore”.

Data: 07 febbraio 2017.

Fonte: Presidenza della Repubblica – Quirinale.it.

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