“Il Parco Nazionale della Sila è la mia vita”. A tu per tu con Giuseppe Luzzi, nuovo direttore dell’Ente *

*di Omar FALVO

IL DOTTOR Giuseppe Luzzi (nella foto) è stato nominato, nei giorni scorsi, nuovo direttore del Parco Nazionale della Sila. Incarico prestigioso, anche per i numerosi apprezzamenti ottenuti dal parco e dalla riserva biosfera, che ha accettato con determinazione e tanta voglia di fare. Il giovane Luzzi succede a Michele Laudati. Nato in una piccola frazione di Longobucco, con sacrificio, impegno e tanto studio ha ottenuto una laurea in Scienze forestali all’Università di Reggio Calabria. Il neo direttore si appassiona, sin da piccolo, alla natura seguendo gli operai forestali del suo villaggio. Il Parco Nazionale della Sila è la sua vita. Nonostante i numerosi impegni, vista la recente nomina, siamo riusciti ad ottenere una piacevole chiacchierate telefonica, per capire quali saranno le prime tappe da neo direttore. Conosciamolo meglio con questa intervista.

-Prima di iniziare, le faccio gli auguri per questa nomina, quali saranno le prime tappe del suo nuovo percorso?
Allora si, grazie per gli auguri e per la domanda, nei prossimi giorni voglio dare corso alla fase di concertazione con la Regione per i fondi POR, inerenti al monitoraggio delle “aree natura 2000” del Parco Nazionale della Sila e della riserva della biosfera, Mab-Sila dell’Unesco, poi come altre attività inizierò una vera e propria attività di monitoraggio, accompagnata dalla divulgazione, per far conoscere maggiormente il parco e la riserva.

-Cos’è per lei il Parco Nazionale della Sila?
Guarda posso dirti subito che il Parco Nazionale della Sila è la mia vita, è un’eccellenza a livello mondiale per i vari riconoscimenti ottenuti, in particolare per la riserva della biosfera.

-Ma dove nasce questa sua passione per la natura?
Sono cresciuto in una piccola frazione di Longobucco, pensa che eravamo solo trenta abitanti, molti dei quali operai forestali, che hanno contribuito con il loro lavoro alla difesa del suolo, con i rimboschimenti nei territori montani. Da bambino ero spesso con loro, mi sono appassionato fortemente a quella che è la natura, decidendo poi di intraprendere un percorso di studio in Scienze forestali all’Università di Reggio Calabria. Come diceva Guccini nella sua celebre canzone “… sono cresciuto tra i saggi ignoranti di montagna” – mi riconosco fortemente in questa affermazione. La mia famiglia ha fatto tantissimi sacrifici per farmi studiare, e con il duro lavoro alla fine è molto gratificante fare quello che sto facendo.

-Cosa può dirci sui lupi? Quanti esemplari vivono in libertà nel Parco?
Posso dirti che abbiamo tre grossi branchi a cavallo tra la Sila Grande, Greca e Piccola, in questi mesi abbiamo avviato un monitoraggio per capirne bene il numero, non ho al momento dei dati certi, ma penso che nei prossimi mesi avrò delle certezze.

-E per il futuro?
Voglio continuare a collaborare con i vari enti, con i quali abbiamo avviato numerosi progetti, come quelli in corso con l’Università. Continuerò a fare ricerca, per me la ricerca è sinonimo di crescita e poi tanta divulgazione e monitoraggio. Ci risentiremo presto per prossimi aggiornamenti.

Grazie e buon lavoro.

Data: 11 febbraio 2017.

Fonte: ‘Parola di Vita’.

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