“Il Savuto e il fenomeno della emigrazione-immigrazione”. Iniziativa del Rotary sulla storia delle Comunità locali tra passato e presente

“L’ARGOMENTO è scottante e attuale. Il territorio del Savuto è stato ed è terra di conquista ed emigrazione”. Ha esordito così Marcello Perri, presidente del Rotary Club Rogliano Valle del Savuto, introducendo i lavori presso hotel Carpino di Piano Lago (nelle foto) su “Il fascino sulla nostra storia”. Proiezione di un documentario storico sul fenomeno dell’emigrazione a cura dell’ingegnere Vittorino Caruso. Ospite della serata Piero Leo, presidente del Rotary Club Cosenza Nord. Interessante e piacevole l’argomento che ha catturato l’interesse e l’attenzione dei soci rotariani. Il presidente Perri, nel porgerei i saluti alla numerosa platea ha spiegato che l’emigrazione si concentrò dal Sud al Nord, Europa e Americhe verso le zone industriali e di grande crescita economica, creando lo spopolamento dei nostri territori. Ricorda anche le fortune degli emigrati, ma anche le sofferenze (non si affitta case ai meridionali) e le tragedie cui si sono trovati (Marcinelle in Belgio ecc.). “Oggi – conclude il presidente – la situazione si è invertita. Viviamo il dramma degli immigrati, arrivano al Sud senza prospettive, perché manca l’elemento fondamentale, il lavoro”. Il presidente Leo, dopo i saluti di rito, si è soffermato sulla drammaticità dell’emigrazione ed affermato “durissima per la Calabria. Non c’è famiglia che non abbia subito questo devastante fenomeno, oggi proseguita dai giovani laureati soprattutto, e subiamo l’immigrazione dei paesi più poveri trascinati nella guerra”. Caruso ha spiegato le lontani origini dell’emigrazione, fenomeno pre-postunitario che ha cambiato il volto di tantissimi paesi e famiglie della Calabria. L’obiettivo del Rotary è quello di far capire anche alle nuove generazioni le difficoltà incontrate dagli emigrati italiani, violazione diritti umani, emarginazione e razzismo di ogni tipo (errori giudiziari: Sacco e Vanzetti) e capire le ragioni degli immigrati che oggi continuano ad arrivare in Calabria con i barconi. Una storia che in pratica si collega ai drammi del presente, in cui le parti si sono invertite. Riflettere su chi accogliamo e avere il coraggio di guardarli con occhi diversi di oggi. Ricordiamoci chi eravamo i nostri emigranti”. Caruso propone di inserire gli immigrati in un contesto produttivo-utilità per se e la società e assegnare loro una casa nei centri storici spopolati. Spiega che sono ossigeno per le scuole, per i lavori che noi non vogliamo più fare. “Il filmato – spiega Caruso – è il frutto del ritrovamento di alcune pellicole a colori girate da emigrati in America negli Anni ’50. Al dilemma cosa farne, ho deciso di affidarmi a delle mani esperte ed abili per montarle su supporto digitale. Il filmato mostra scene di vita di emigrati calabrese in America, frammenti di vita vissuta sulla nave nel viaggio, di ritorno dopo anni di duro lavoro nel paese natio. Scene con parenti e amici, feste religiose, il mercato, scorci panoramici di luoghi d’infanzia, siti abbandonati, spopolati dall’emigrazione. Riprese queste, che al ritorno erano trofei da esibire agli emigrati più sfortunati, che non potano fare ritorno al paese. Ma soprattutto, cimelio per non tagliare mai il cordone ombelicale col paese di natio”. Dal dibattito l’invito di rendere pubbliche l’immagini e commentarle con i più giovani per far comprendere che la storia e i drammi dei nostri emigrati è quella che oggi vivono i migliaia di immigrati nel nostro paese.

Pasquale Taverna

Data: 17 febbraio 2017.

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