Al Pane di Cuti il riconoscimento del Rotary Club Rogliano Valle del Savuto. “Arte, qualità, tradizione”

AL PANIFICIO di Cuti “che con la sua produzione di qualità, contribuisce nel diffondere e non disperdere l’antica arte e l’alta tradizione della panificazione della Valle del Savuto”. Con questa motivazione, il Rotary club Rogliano Valle del Savuto ha assegnato al Panificio “Cuti” di Rogliano il premio alla Professionalità, giunto alla sesta edizione e che continua a riscuotere apprezzamento e simpatia su tutto il territorio del Savuto. Il premio è stato consegnato dal presidente del Rotary, Marcello Perri, nel corso della manifestazione annuale (nella foto) ospitata presso la sala consiliare di Rogliano. Numerosa la presenza di pubblico che ha sottolineato la valenza del premio e reso omaggio all’azienda roglianese ben ancorata sul territorio regionale ed anche nazionale. Ad affiancare il presidente c’era anche Pino Armini e Ferdinando Alibrandi, mentre a rappresentare il sindaco di Rogliano è intervenuto Antonio Simarco, assessore alla Cultura, che ha sottolineato con quanto interesse e attenzione il Comune guarda e sostiene l’attività del panificio di Cuti. Perri nel salutare i convenuti ha evidenziato che il premio non è solo indirizzato ai soci del Rotary che si distinguono nelle loro professioni, ma soprattutto a quanti realizzano e si prodigano a migliore la crescita economica e civile della società sul territorio. “Il Premio – ha detto Perri – per noi rotariani ha un grande significato etico-sociale, il cui scopo è quello di dare pubblico riconoscimento alle persone che per il loro impegno e la loro attività costituiscono un vero esempio di professionalità a servizio della società civile. Uno stimolo ed un sostegno per persone, aziende di elevata condotta professionale profuse a migliorare se stessi, gli altri e dare visibilità al territorio, come fatto per l’appunto dal panificio “Cuti”. La signora Pina Oliveti, intervenuta a none della famiglia dei panificatori, autore del libro fresco di stampa “Le donne del pane. Cuti: storie di rughe, profumi e memorie” – Pellegrini editori, ha ringraziato per l’onorificenza e spiegato alcuni passaggi indispensabili per ottenere un pane di qualità. Ha aggiunto che parlare del pane di “Cuti” non è solo una questione di famiglia che ha tramandato ai suoi figli la passione e l’arte di fare il pane, vuol dire parlare anche della storia del Rione, della vita semplice di una comunità laboriosa e solidale nel tempo. Numerosi in questi anni di attività gli attestati e i premi assegnati per i migliori pani e prodotti da forno tradizionali: “Premio Roma”2016; medaglia d’Argento per il Pane Integrale 2015; medaglia d’Oro per il Pane Senza Sale 2015; medaglia di bronzo per il Pane Bianco ecc. nonché partecipazione al “Salone del Gusto di Torino”; “Expo Milano ecc. Il Panificio “Cuti” nasce nel settembre del 1985, da un idea di un gruppo di giovani, il cui profondo legame con il territorio e le tradizioni alimentari della valle del Savuto, resero possibile la realizzazione del progetto per produrre un pane a lievito madre, con una lavorazione manuale tradizionale e la costruzione del forno con mattoni di creta forni, grazie all’esperienza di Pino, Antonio, Vincenzo e Gianfranco. Fondamentale il contributo delle donne di Cuti, madri, nonne e zie testimoni e insegnanti, dell’antica arte contadina di fare il pane e trasmettere il tutto alle nuove generazioni. La ricetta del Pane di Cuti è una sapiente miscela di farine italiane di tipo “0”, “1”, “macinata a pietra” e “integrale”, acqua della Sila “lievito madre, sale e cotto in forno a legna. La passione profonda e l’amore per questo lavoro, insieme alla lievitazione, cottura, scelta di materie prime di qualità hanno fatto sì che nascesse il pane di Cuti che ha conquistato le tavole della Calabria e di molti regioni d’Italia.

Pasquale Taverna

Data: 24 febbraio 2017.

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