Cosenza, presentata la proposta di legge regionale delle associazioni “Prima che tutto crolli” per la valorizzazione dei centri storici

UNA PROPOSTA di legge regionale sulla valorizzazione dei centri storici calabresi per riorganizzarli e per assegnare loro un nuovo ruolo e un nuovo protagonismo nei confronti delle città calabresi.

E’ quella presentata questa mattina (ieri, ndr) a Palazzo dei Bruzi alla commissione Bilancio del Comune di Cosenza, presieduta dal consigliere Giuseppe d’Ippolito, da parte del gruppo di associazioni “Prima che tutto crolli” che l’hanno elaborata. Ne fanno parte le associazioni “Calabriattiva” – “COS.S.A. (Cosenza Storica Attiva) – “Giuseppe Dossetti” – “Pensiero Laico” e “Rinascimento Meridionale”. Ad illustrare la proposta di legge regionale sono stati il portavoce del pool di associazioni ed ex deputato Paolo Palma, l’ingegner Domenico Gimigliano (di Cosenza storica attiva) e l’ex senatore Massimo Veltri.

L’audizione (nella foto) è stata preceduta da un breve intervento del presidente della commissione Bilancio Giuseppe d’Ippolito che ha ringraziato i rappresentanti del gruppo di associazioni assumendo da subito l’impegno, dopo un’attenta valutazione del testo della proposta da parte di tutti i componenti dell’organismo consiliare, di portarlo all’ordine del giorno di uno dei prossimi consigli comunali.

Il portavoce di “Prima che tutto crolli” Paolo Palma ha ricordato la genesi della proposta di legge regionale, nata dall’impegno che le associazioni che compongono il gruppo hanno profuso sul territorio per la valorizzazione dei centri storici calabresi. “In particolare – ha ancora ricordato Palma – a dare inizio al percorso furono alcuni crolli verificatisi nel centro storico della città da cui scaturì la pubblicazione di un libro bianco su Cosenza vecchia, a cura della Falco editore”. “Dopo la particolare sensibilità espressa da parte dell’opinione pubblica anche attraverso i social – ha spiegato ancora Palma – era venuto il momento di fare una sorta di salto di qualità, guardando con attenzione al patrimonio artistico, storico ed architettonico di tutta la Calabria, con particolare riferimento a quei borghi calabresi di eccezionale bellezza che rivendicano, però, una cura particolare”. Nell’elaborare la proposta di legge regionale di iniziativa popolare, “Prima che tutto crolli” ha seguito non la strada della raccolta di cinquemila firme, ma quella del sostegno da parte di un certo numero di consigli comunali. Ne bastavano tre per far scattare l’iter propedeutico a far sì che il Consiglio regionale incardini la proposta all’interno dei suoi lavori. Tempi burocratici permettendo, la proposta ha già incassato il benestare di una trentina di Comuni e già undici sono state le deliberazioni dei Consigli comunali che ne hanno fatto proprio il testo. Accanto a Cassano, Chiaravalle Centrale, Torre di Ruggiero, Saracena, Brancaleone, Soriano, Civita e San Mango d’Aquino che, tra gli altri, hanno già dato la loro approvazione, il gruppo di associazioni “Prima che tutto crolli” intende ora estendere le adesioni anche ai Comuni capoluogo di provincia. Di qui la necessità di sottoporre alla valutazione della commissione Bilancio di Palazzo dei Bruzi la proposta, in attesa che possa poi pronunciarsi il Consiglio comunale. “Se ci fosse anche Cosenza – ha aggiunto il portavoce del gruppo di associazioni Paolo Palma – il peso politico della proposta sarebbe maggiore e la Regione dovrebbe essere più attenta. Occorre uno sforzo unitario, al di là delle appartenenze, perché questa è una battaglia che interessa non solo Cosenza, ma tutta la Calabria. Per i tipi di intervento che prevede, la legge potrebbe dare una grossa mano anche a Cosenza avviando a soluzione, per esempio, il problema delle abitazioni private fatiscenti sulle quali attualmente il Comune non ha margini di manovra”.

Nel dato più tecnico è entrato l’ingegner Gimigliano che ha sottolineato come la “riorganizzazione dei centri storici sia stata resa inevitabile dai rapidi cambiamenti globali. In Calabria, il proclamato obiettivo di “consumo di suolo zero” rende possibile lo sviluppo urbano solo all’interno delle aree già urbanizzate e quindi assegna ai centri storici un nuovo ruolo nei confronti della città. Tre gli obiettivi della proposta di legge: ripensare la città mettendo al centro i cittadini, la cultura e la vivibilità. Essa si fonda su un approccio cosiddetto prestazionale, volto alla qualità urbana, in funzione delle esigenze d’uso della città e su un approccio integrato, nella dimensione ambientale, economica e sociale. E si pone una serie di problemi: dalla sicurezza urbana nelle sue diverse declinazioni (sismica, idrogeologica e di controllo del territorio) alla coesione sociale, alla conoscenza del patrimonio e della salvaguardia delle culture ed identità territoriali”. Per Massimo Veltri “investire nei centri storici della Calabria è una scommessa ineludibile. Abbiamo condotto – ha detto l’ex parlamentare – una ricerca certosina sull’individuazione delle risorse finanziarie necessarie e che derivano da un apposito fondo costituito dalla legge con una dotazione iniziale, alimentato con entrate di vario tipo, in particolare economie di investimento. Riteniamo che lo strumento della legge regionale sia quello giusto anche per le ricadute in termini occupazionali, perché è volta a mobilitare energie anche professionali”.

E’ stato poi il consigliere Enrico Morcavallo, capogruppo de “La Grande Cosenza” – ad aprire la serie degli interventi dei partecipanti alla discussione in commissione. Morcavallo ha manifestato tutto il suo favore alla proposta di legge “in quanto non è solo animata da un fine nobile, ma riguarda un tema, come quello della valorizzazione del centro storico, che sta a cuore a tutti. Non possiamo consentire che il degrado cancelli le radici di un popolo, perché senza storia non c’è passato, né presente e neanche futuro”. A guardare con interesse alla proposta di legge è stata anche la consigliera comunale del PD Bianca Rende che nel suo intervento ha sottolineato come “il recupero del centro storico e la sua interconnessione con la parte più evoluta della città e del terziario sanitario sono temi sui quali il PD ha concentrato la sua attenzione già da molto tempo. Questa legge – ha aggiunto Bianca Rende – potrebbe rappresentare un importante strumento in grado di concretizzare quella idea di interventi integrati capaci di coniugare le azioni strutturali con quelle rivolte alla coesione sociale. I dati evidenziati nell’ultimo Consiglio comunale restituiscono la fotografia di come proprio nei quartieri periferici e nel centro storico ci sia una maggiore concentrazione della povertà. I concetti-chiave della proposta coincidono con quelli che abbiamo avanzato da tempo”.

Quella della proposta di legge è stata poi definita “una sfida esaltante” dal consigliere Gisberto Spadafora. “Mi piace – ha aggiunto Spadafora – perché rappresenta un progetto ambizioso e concreto, oltre che promanare da persone credibili e che hanno sempre avuto a che fare con i disegni di legge”.

Ultimo intervento quello del consigliere Piercarlo Chiappetta che nel dichiararsi d’accordo affinché la discussione della proposta in Consiglio comunale avvenga prima possibile, ha ricordato tutte le azioni amministrative realizzate nel centro storico dall’Amministrazione Occhiuto: dagli interventi per rivitalizzare la Villa Vecchia, al recupero delle Chiese, alla restituzione della dignità ai fiumi. “Nulla – ha aggiunto Chiappetta – possiamo sullo spopolamento della città, perché deriva da molte altre ragioni, come ad esempio dal fatto che l’Università non sia stata realizzata nel centro storico di Cosenza”.

Il presidente della commissione Bilancio Giuseppe d’Ippolito ha poi aggiornato i lavori ad una prossima seduta, una volta che tutti i componenti avranno avuto modo di approfondire il testo della proposta di legge.

Data: 02 marzo 2017.

Fonte: Comune di Cosenza.

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