La Scuola ricorda le vittime delle mafie. Tra i “martiri” anche due roglianesi: Reda ed Altomare

ALUNNI e docenti dell’Istituto scolastico comprensivo hanno celebrato la “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” – evento promosso dall’associazione “Libera” affinché “si rinnovi la primavera della verità e della giustizia sociale”. Nella mattinata di ieri Rogliano si è unita idealmente a Locri, luogo, quest’ultimo, scelto dall’organizzazione fondata da don Luigi Ciotti per l’edizione 2017 della manifestazione. La Memoria, dunque, come dovere civile e morale, la legalità quale sinonimo di libertà. Rispettare le leggi, promuovere la cultura della non violenza, essere solidali, avere il coraggio di esprimere le proprie idee, combattere il silenzio e l’indifferenza serve, infatti, a creare le condizioni per un futuro migliore. A creare la società dei diritti, della tolleranza e del benessere. Sostenuto da un progetto didattico, l’argomento è stato affrontato nel corso della iniziativa (nelle foto) che si è tenuta in piazza Saverio Altimari alla presenza del dirigente scolastico Aldo Trecroci, del maresciallo dei carabinieri, Adriano Lorelli, e del direttore dell’Osservatorio antimafia per la Calabria, Luigi Michele Perri. Gli studenti hanno sfilato in corteo, successivamente si sono disposti in semicerchio per ascoltare gli interventi ed esporre disegni e frasi significative come “la Calabria ai calabresi onesti” oppure “legalità è libertà” o, addirittura – “la mafia non vede, non sente, non parla, io voglio vedere, sentire, parlare”. Perri ha posto l’accento sulle figure di Quinto Reda ed Eugenio Altomare, due esponenti delle forze dell’ordine, originari di Rogliano, uccisi in Sicilia. Reda cadde il 2 luglio 1949 nei pressi di Portella della Paglia, nel territorio di Monreale, vittima di un agguato portato a termine di un gruppo di banditi legato probabilmente a Salvatore Giuliano. Altomare, invece, perse la vita il 30 giugno 1963, a Ciaculli, per mano di Cosa nostra. Più volte, ricordiamo, i giornalisti Luigi Michele e Ferdinando Perri hanno parlato del sacrificio di questi due servitori dello Stato “martiri di mafia” – insistendo sulla necessità di promuoverne la Memoria nella sua dimensione storica e valoriale.

Gaspare Stumpo

Data: 27 marzo 2017.

Fonte: ‘Cronache delle Calabrie’.

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