II cardinale Pietro Parolin presidente onorario del Coro “Salvo D’Acquisto” *

di Giacomo CESARIO*

PIU’ che un concerto è un viaggio spirituale nel rapporto tra l’uomo e la musica intesa anche come espressione di cultura. Un legame profondo che non ha tempo ha detto in più occasioni il cardinale segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, intervenuto per ascoltare il Coro intestato a Salvo D’Acquisto, che si è mostrato con successo nella chiesa romana dell’Ordinariato militare in Italia, al cospetto delle più alte cariche militari, fra le quali il vescovo Castrense Santo Marcianò, il comandante generale dell’Arma dei carabinieri Tullio Del Sette, il generale Antonio Ricciardi, visibilmente commosso, cui si deve l’iniziativa di fondare con altri il Coro (nella foto), riconosciuto come “Coro interforze della famiglia militare”. In sostanza riunisce, per statuto, personale in servizio e in congedo di ogni grado, nonché familiari e amici che si ispirano ai valori della Patria, rafforzando i propri sentimenti, anche attraverso 1’approfondimento della figura di Salvo.

Era pure presente il professor Alessandro D’Acquisto, fratello del grande Salvo, venuto appositamente da Napoli, che non si è fatto sfuggire l’occasione per rinnovare l’appello perché la chiesa si impegni seriamente e riconosca presto la, sua santità. È noto, infatti, che presso l’Ordinario militare si è da tempo concluso il processo diocesano di beatificazione e che ora tutti gli atti sono stati trasferiti alla competente Congregazione vaticana delle cause dei santi, per il prosieguo dell’iter canonico del processo stesso.

Con l’intento di rendere tributo all’eroe di Palidoro e sulle note della tradizione, il Coro a più voci e orchestra, diretto da Michele Loda, ha eseguito con ardita eleganza testi di grandi nomi della musica come Lorenzo Perosi, sacerdote e musicista nominato da Leone XIII direttore perpetuo aggiunto della Cappella pontificia Sistina, come Grau Valentin Miserachs (Te gestientem gaudiis), Domenico Bartolucci (Stans beata Agnes) che fu cardinale, Menegali (Jesu salvator mundi) e Palestrina (Jesu rex admirabilis), tutti autori di musiche spirituali.

Il concerto accomuna e via via crea emozione nel presentare pezzi tra i più popolari e semplici, dal grandioso Stabat Mater di Zoltán Kodály alla celeberrima Verdine degli Angeli di Giuseppe Verdi, che ha un sincero afflato melodico e armonico, dal Dulcis Christe di Michelangelo Grancini al Canticorum jubilo di Handel. Tra gli inni in gregoriano una tenerissima Salve regina, Pater noster, e poi Ave maris stella testo di autore ignoto dell’VIII-IX secolo cantato dal soprano Valentina, Savoretti, e l’inno per la Virgo Fidelis patrona dei carabinieri, dal tono laudativo e festoso.

Medaglia d’oro al valor militare, giustamente meritata per quel gesto eroico che Salvo compì in quel tragico pomeriggio del 23 settembre 1943, quando a Torre di Palidoro, nei pressi di Roma, offrì la sua vita per salvare 22 ostaggi innocenti da una crudele rappresaglia nazista. “Il suo eroico comportamento – ha detto Giovanni Paolo II visitando la caserma dei carabinieri in via Legnano a Roma – è un luminoso esempio di abnegazione e di sacrificio”. E parole di ammirazione scandiscono un passaggio dell’omelia inedita del papa polacco in visita pastorale alla Scuola allievi carabinieri il 9 aprile 1983: “ Più volte e anche in anni recenti i Carabinieri hanno pagato di persona, e con la stessa vita, l’attaccamento al loro ideale, manifestando così un altruismo, una generosità, uno spirito di sacrificio, che ai nostri giorni sembrerebbero cosa rara”.

È un debutto speciale quello che il Coro polifonico ha fatto nella antichissima chiesa di Santa Caterina da Siena a Magnanapoli nel centro di Roma, di sobria eleganza, gremita fino all’ultimo posto. Speciale per il luogo storico-istituzionale in quanto chiesa dei militari “ministri di sicurezza e di pace” secondo il Concilio, che rappresenta la conferma di un rapporto singolare, e speciale perché arriva proprio in occasione del conferimento della nomina di presidente onorario al cardinale Parolin, che si è rivolto ai presenti dicendo parole amabili e di compiacimento per le esecuzioni musicali del Coro, che tanti preziosi frutti ha già dati.

Facendosi promotore di cultura, solennizzando con musica, e canto le varie feste e tempi liturgici, il Coro, posto sotto alti patronati, si vale della collaborazione di tutti coloro che vogliono raccogliersi per onorare il giovane carabiniere Salvo, proposto come modello di santità esempio di vita. E che appartiene alla storia d’Italia, ha detto in più d’una occasione il presidente Ricciardi già vicecomandante generale dell’Arma dei carabinieri, e oggi Comandante carabinieri nucleo tutela forestale, che alterna il servizio di alto Ufficiale con l’innata passione per la musica, della quale sente tutta la bellezza, che riesce a ritrarre, come creazione propria, in composizioni personali di elevata ispirazione. Sicuramente elevazione individuale e di quanti trovano un riferimento spirituale nelle finalità del Coro, sorto nel 2003, un “unicum” fortemente radicato nella tradizione, che nelle basiliche e chiese romane e d’Italia si ritrova nella comunanza di idealità e di proponimenti. In tempi in cui – e triste doverlo ammettere – il desiderio di interiorità e di ripristino dei valori non sempre è accompagnato dal sostegno delle istituzioni nel contesto in cui si agisce”.

*giornalista, vaticanista.

Data: 19 aprile 2017.

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