“Don Ciccio Piro, una persona perbene. Le sue iniziative hanno lasciato il segno”*

*di Carmine ALTOMARE

NON E’ FACILE parlare di Don Ciccio perché era una persona poliedrica che coltivava tanti interessi, nello stesso tempo era però una persona semplice. Penso che lasci un grande vuoto ora che non è più tra noi. Ci mancherà molto nonostante da molti mesi ci avesse già preannunciato il suo precario stato di salute. Era una persona perbene. In tutto quello che faceva non ha mai cercato di far prevalere le sue idee con caparbietà e ostinazione ma anzi cercava il colloquio vero magari sottolineando aspetti particolari che il quel momento potevano sfuggire ai più. Insomma era pronto a confrontarsi pacatamente e lealmente per il bene comune. Il rapporto che io e tanti altri abbiamo avuto nel corso di questi molti anni è stato improntato su vera amicizia che poi si manifestava in tante cose e talvolta culminava in una cena a casa sua grazie alla benevolenza e alla disponibilità della sua famiglia in particolare utilizzando la proverbiale cortesia di Maria Teresa. Nel Club degli Amici era un punto di riferimento, un vulcano di idee, esprimeva capacità non comuni nonostante la sua presenza fosse sempre discreta. Molte delle iniziative tese a valorizzate il patrimonio storico-artistico di Rogliano erano ispirate da lui e trovavano poi la condivisione piena di tutti noi. Oltre ad essere una persona perbene, era una persona generosa.

In tante occasioni, mentre preparavamo questo o quel progetto il suo ottimismo finiva per avere il sopravvento. Diverse sono state le iniziative che hanno lasciato il segno: dal riuso alla valorizzazione di S. Ippolito, il recupero degli arredi del Convento dei Padri Cappuccini e l’inizio dei lavori di recupero e restauro di questo complesso, il progetto pluriennale “Adotta un Monumento” realizzato con la Fondazione Napoli ’99 e con tutte le Scuole di Rogliano, la Scuola di formazione politica realizzato con i docenti dell’Università della Calabria. Tutto ciò è valso ad imprimere ad ognuno di noi il senso della cultura della valorizzazione del nostro patrimonio artistico. Una delle sue celebre frasi era questa: “come possiamo parlare del presente se non conosciamo e valorizziamo le cose del nostro passato?”.

Ciò che stiamo dicendo non vuole essere una celebrazione della persona ma solo ricordare che il suo impegno serio, fattivo e qualificato è valso a dare un contributo di idee libero da interessi di parte. Come dimenticare l’uomo di cultura con la passione per il Teatro, per il cinema per le gite fatte nei diversi continenti. Come dimenticare l’interesse che nutriva verso il territorio ed in particolare per la sua vigna. Il suo famoso vino “Succo di Pietra”  – un nettare conosciuto dappertutto e che noi roglianesi abbiamo gustato in tante occasioni.

Negli ultimi anni poi si era dedicato a riscoprire luoghi ed interessi, a raccogliere notizie sulla sua famiglia che sono culminate nella produzione di un libro di recente pubblicazione che la sorella Maria Teresa sarà ben lieta di farne omaggio a chi glielo chiederà. Tante altre sarebbero le cose da evidenziare su Don Ciccio, ci siamo limitati a rappresentare quelle che per noi sono state importanti. Sono certo che ognuno di noi conosce fatti, episodi, che ci confermano che era una persona profondamente buona, generosa, poliedrica e serena. Il “Don” che ognuno di noi utilizzava quando lo chiamavamo era un titolo che veniva dal profondo del cuore perché il titolo nobiliare non rappresentava un distacco anzi una vicinanza non comune.

Grazie dal profondo del cuore per tutto quello che hai fatto per noi.

*Responsabile Associazione ‘Club degli Amici’ – Rogliano (Cosenza).

Data: 27 aprile 2017.

Nella foto: la Casa della famiglia Piro a Rogliano. Nel riquadro, don Ciccio.

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com