Tra briganti, vicoli e pergamene. Bianchi, la storia di un paese contornata da mistero, cultura e natura

ABBIAMO raggiunto il piccolo comune di Bianchi, nella Valle del Savuto. I colori primaverili di questi giorni avvolgono il luogo e rendono il tutto coinvolgente al nostro arrivo. Situato a circa 800 metri di altitudine, circondato da boschi secolari e da montagne mozzafiato, Bianchi (nella foto) sorge ai piedi della Sila. Querceti e castagneti circondano le tante frazioni che delineano i contorni del paese. L’hinterland meraviglioso costituisce la linfa vitale di questo territorio da fiaba. Subito ci spostiamo nella frazione di “Murachi” – dove una stradina costruita in pietra attira il nostro sguardo. Dopo una breve sosta, giusto il tempo di assaporare un profumo genuino che giunge dall’aria circostante, raggiungiamo la frazione di “Serra di Piro”. Due le ipotesi che spiegano questo nome bizzarro: la prima ricollega il posto al brigante Piro, che probabilmente si nascondeva in questo territorio. La seconda, invece, parla di una pianta di pero presente in questa frazione, e dalla quale venne creata una statua di Sant’Antonio. In questo piccolo paradiso terrestre le tradizione e la storia rurale persistono al tempo e creano un vero e proprio museo a cielo aperto. Nel primo pomeriggio ci spostiamo in località “Censo” – passando prima dalla frazione di “Palinudo” – e subito dopo visitiamo “Ronchi” e “Paragolio”. Restiamo folgorati dalla bellezza di questi agglomerati abitativi, che ancora oggi conservano le caratteristiche antiche. Case in pietra, scalinate, scorci unici e rari rendono Bianchi unico nel suo genere. Di notevole importanza, immersa nella fitta vegetazione lungo il fiume Coraci, la grotta del brigante Pietro Bianco situata a 1000 metri d’altitudine. Pietro Bianco è una figura leggendaria dell’Ottocento, prima garibaldino e poi brigante. Importante dal punto di vista culturale anche il museo delle pergamene, intitolato a Luigi Elvio Accattatis, uomo di cultura, scrittore e poeta di Bianchi, che ottenne premi prestigiosi. Nel 1984 su proposta del defunto Cavalier Luigi Elvio Accattatis il sindaco Pasquale Taverna istituì il “Centro di studi Paleografici di Bianchi” e successivamente si arrivò al museo con il sindaco Aurelio Rocca. Non resta che visitare questo scrigno di storia nella Valle del Savuto.

Omar Falvo

Data: 26 maggio 2017.

Fonte: ‘Parola di Vita’.

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